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I grandi classici riveduti e scorretti

Oggi per il #socialbookday voglio parlarvi di questo libro Longanesi presentato da Se i Social network fossero sempre esistiti.
50 schede di grandi #classici della #letteratura internazionale raccontati con ironia, ma soprattutto con un entusiasmo narrativo che fa subito venir voglia di leggere anche le storie che spesso ci sono sembrate ostiche o lontane da noi. Questo #libro ci insegna che la #culturaletteraria può passare per canali diversi dalla critica a volte troppo seriosa e ampollosa e che mescolare presente e passato è la chiave per capire che i classici non sono libri vecchi e lontani da noi, come sento spesso dire, ma al contrario portano con loro un messaggio universale che trova nuova codifica in ogni epoca.

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Dentro la maschera

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“Tutta la vita umana non è se non una commedia, in cui ognuno recita con una maschera diversa, e continua nella parte, finché il gran direttore di scena gli fa lasciare il palcoscenico.” Erasmo da Rotterdam

Abeditore ci regala un nuovo piccolo grande capolavoroletterario. Racconti forti e intensi di grandi autori, poche pagine che sanno essere più potenti di tomi immensi. Una selezione, per me sconosciuta, che mi ha davvero ammaliata. Come sempre ad affascinare il lettore non ci sono solo i temi raccontati, ma anche le scelte di stampa di Abeditore che rendono ogni singolo libro un oggetto da collezione dalla cover alle illustrazioni, dal tipo di carta al formato, dai font alle citazioni. Cura per il dettaglio a 360 gradi.
Correte sul sito, vi aspetta in omaggio la shopper con un acquisto di soli 24€.

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Dai tuoi occhi solamente

Ciao circolo,

domani giornata di corsa in libreria! Perchè? Arriverà il nuovo romanzo di Francesca Diotallevi e si preannuncia imperdibile!

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New York, 1954. Capelli corti, abito dal colletto tondo, prime rughe attorno agli occhi, ventotto anni, Vivian ha risposto a un’inserzione sul New York Herald Tribune. Cercavano una tata. Un lavoro giusto per lei. Le famiglie l’hanno sempre incuriosita. La affascina entrare nel loro mondo, diventare spettatrice dei loro piccoli drammi senza esserne partecipe, e osservare la recita, la pantomima della vita da cui soltanto i bambini le sembrano immuni.
La giovane madre che l’accoglie ha labbra perfettamente disegnate con il rossetto, capelli acconciati in onde rigide, golfini impeccabili. Dietro il suo perfetto abbigliamento, però, Vivian sa scorgere la crepa, il muto appello di una donna che sembra chiedere aiuto in silenzio. Del resto, questo è il suo lavoro: prendersi cura della vita degli altri.
L’accordo arriva in fretta. A lei basta poco: una stanza dove raccogliere le sue cose; una città, come New York, dove potere osservare le vite incrociarsi sulle strade, scrutare mani che si stringono, la rabbia di un gesto, la tenerezza in uno sguardo, l’insopportabile caducità di ogni istante. Ed essere, nello stesso tempo, invisibile, sola nel mare aperto della grande città, a spingere una carrozzina o a chinarsi per raddrizzare l’orlo della calza di un bambino.
Scrutare i gesti altrui e guardarsi bene dall’esserne toccata: questa è, d’altronde, la sua esistenza da tempo. Troppe, infatti, sono le ferite che le sono state inferte nell’infanzia, quando la rabbia di un gesto – di sua madre, Marie, o di suo fratello Karl, animati dalla medesima ira nei confronti del mondo – si è rivolta contro di lei.
Sola nella camera che le è stata assegnata, Vivian scosta le tende dalla finestra, lancia un’occhiata al cortiletto ombroso e spoglio nel sole morente di fine giornata, estrae dalla borsa la sua Rolleiflex e cerca la giusta inquadratura per catturare il proprio riflesso che appare contro l’oscurità del vetro.
È il solo gesto con cui Vivian Maier trova il suo vero posto nel mondo: stringere al ventre la sua macchina fotografica e rubare gli istanti, i luoghi e le storie che le persone non sanno di vivere.
Dopo Dentro soffia il vento, Francesca Diotallevi dà un’ulteriore prova del suo talento con uno struggente, autentico romanzo sulla vita di una delle grandi artiste «invisibili» del XX secolo: Vivian Maier, la « tata che ha cambiato, con dedizione silenziosa, la storia della fotografia» (Vanity Fair).

 

 

Potete anche tentare la fortuna e partecipare al bellissimo concorso indetto dalla casa editrice

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Primo appuntamento con la scrittrice martedì 9 ottobre a Roma

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Il mare intorno all’isola

Ciao circolo,

oggi vi consiglio la lettura perfetta per il weekend autunnale in arrivo.

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Veronika è una donna soffocata da un matrimonio troppo ingombrante. Kostas è stato un pescatore in un mare dal quale non riesce più a far riemergere i suoi sogni. Il loro incontro casuale, nel meraviglioso scenario del Mar Egeo, diventerà un crocevia dal quale prendere la strada giusta sarà tutt’altro che semplice. Una strada fra tante, laddove tutto sembra un caso ma, in realtà, stava scritto da sempre tra le pagine del destino. Una strada che finisce per perdersi nel nulla, fino a diventare un mistero da risolvere. Riuscirà, la tranquilla isola di Koufonissia, a rimanere indifferente ai turbamenti che minacciano la sua pace senza tempo?

 

“Quando erano ragazzi, nei pomeriggi liberi fuori della scuola, trascorreva tutto il suo tempo leggendo, sempre un passo distante dai suoi amici che invece preferivano impiegarlo in attività senz’altro più divertenti. Non era raro scorgerlo seduto in un cantone e, con in mano un libro, riuscire a mantenere la concentrazione per dedicarsi alla lettura, mentre i suoi coetanei rincorrevano urlando un pallone o quando, d’estate, sguazzavano in mare. Se gli altri si dedicavano alla pesca dei mitili o di piccoli crostacei al largo degli scogli, era capace di seguirli fino sulla barca, rimanendo però seduto a bordo con il suo immancabile libro. Per gli altri ragazzi quella era la normalità e, dopo i primi anni in cui cercarono di dissuaderlo da questa sue manie un po’ asociali, si accontentarono della sua inerte compagnia. Adesso che era ormai un uomo adulto, non aveva perso la sua passione e non era insolito sentirlo dissertare di filosofia con interlocutori spesso tutt’altro che interessati.”

 

Un romanzo lirico, scritto con delicatezza che coinvolge e avvolge come la brezza marina che caratterizza gli scorci greci narrati. Intrecci di personaggi che si evolvono nel corso della storia all’insegna di un destino già scritto o forse ancora tutto da intessere?

Anche quando pensiamo che le nostre scelte siano ormai determinanti per tutto il corso della nostra esistenza e che non ci sia modo per imboccare una nuova strada, si presenta davanti a noi un sentiero che non abbiamo ancora percorso a dimostrarci che il libro della nostra vita possiamo scriverlo noi, ogni giorno, basta un punto e andare a capo. A volte è la vita a stessa a sbatterci in faccia i nostri errori, le nostre debolezze e a darci quello scossone per cambiare l’ordine delle cose.

Un piccolo grande regalo per noi lettori con le sue atmosfere, gli scorci, le emozioni e le sensazioni. Pagina dopo pagina ci immergiamo nel mare degli eventi, viviamo questo percorso di formazione interiore dei protagonisti, diventiamo abitanti anche noi e ci interroghiamo, tra un passo e l’altro, tra una suggestione e una corsa tra i vicoli, su quale possa essere la via che conduce alla felicità e la chiave che apre la porta per farci uscire dal nostro angolo solitario, per scoprire cosa c’è al di là dei nostri filtri di protezione dal mondo.

“Amicizie di sempre, amori sconosciuti, sofferenze represse che corrono dentro a un tempo sempre uguale. Soffi di vita che si attorcigliano attorno a un destino incerto che si scrive senza possibilità di errore, fatto di attimi intensi e solitudini dell’anima che si alternano, come la luna lascia posto al sole. Pagine di un libro aperto su una terra meravigliosa, colorata di mare, nella quale si può trovare ogni cosa e ogni cosa si finisce per perdere, fino a quando non si smetta di cercarla. E occhi limpidi che sanno guardare, cercando di dimenticare i giorni sbagliati, e smettere di attendere qualcosa che non arriverà mai. Anche questa, può essere la vita.”

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Album di famiglia

Ciao circolo,

oggi vi consiglio una lettura da non perdere!

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Nora, fin da giovane, aveva optato per la solitudine in nome dell’indipendenza. Se questa scelta non aveva mai pesato troppo per lei, dopo la morte della sua amata madre la protagonista si trova ad affrontare un dolore troppo grande per chi non ha nessuno a cui aggrapparsi. Prima di morire, la donna le aveva lasciato un raccoglitore nel quale aveva racchiuso le pagine della sua vita, quella che aveva sempre tenuto nascosta alla sua famiglia. Immergendosi nel suo passato del tutto inaspettato, Nora dà sfogo a tutta l’emotività che aveva finora represso, abbattendo la barriera che da sempre la separava dagli altri individui. In questo modo Marco, con la sua dolcezza e la sua sensibilità, riuscirà a farsi largo nella sua vita e a darle il giusto sostegno nella scoperta di una verità che va oltre le vicende private di una donna che ha voluto liberarsi dal peso dei suoi segreti.

“Quante vite racchiuse in una sola penna e in un solo destino. Quante storie da scoprire e da cui imparare. Ognuna coi suoi drammi e ognuna coi suoi perché. Ognuna con le proprie scuse e giustificazioni. Ognuna con la casa in cui aveva scelto di abitare, delle quali dipingere i muri e usare i fornelli. Ogni vita è un capitolo di scelte e ogni scelta è l’immagine riflessa di quando invecchiamo. Se in passato abbiamo scelto quello che volevamo, i capelli bianchi e le rughe diventano segni di vita che accarezziamo con fierezza. Se abbiamo scelto quello che era giusto, rappresentano segni di sconfitta e di delusione. È triste da dirsi, ma il male che ci distrugge, la maggior parte delle volte, è causato da noi stessi. Così ci ammaliamo. Cerchiamo cure e sconosciuti con cui parlare per capire l’origine del problema, ma non cambia molto e finiamo per odiare ciò che abbiamo fatto e rimpiangere quello che possiamo solo sognare di notte.”

La penna dell’autrice è sempre dolce e delicata anche quando deve coinvolgerci nei sentimenti più profondi e crudi, anche quando ci porta a riflettere sui nostri inciampi di vita e sulle nostre fragilità. “Album di famiglia” è uno di quei romanzi familiari che sa parlare di noi e per noi, che non usa artifici, ma solo parole che fluiscono dall’anima che sia in una lettera, in un dialogo o in una riflessione. La forza narrativa e comunicativa dell’autrice risiede nell’essere semplicemente e inevitabilmente vera e reale in tutti i momenti della storia. Un romanzo da leggere e rileggere.

“Ognuno aveva pagato per una fetta di vita… Le macchie però, dopo tanto tempo, formano un arcobaleno di colori. Ci piangi sopra e i colori si sfumano. Così nulla è davvero perso: per una parte che scompare ce n’è una nuova da colorare.”

Link di acquisto: Album di famiglia di Maria Capasso 

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L’Autunno Graphofeel Edizioni

Ciao circolo,

siete pronti a scoprire le meravigliose novità editoriali che ci ha riservato Graphofeel Edizioni per l’autunno? Arriveranno in libreria e sul loro bookshop on line il 18 ottobre. #staytuned

Essere curiosi allunga la vita? Forse no, ma probabilmente affacciarsi al mondo della musica la rende migliore.

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“Applaudire con i piedi” si propone come una guida semplice ma ricca di originali suggestioni per chi intenda accostarsi alla musica classica. Farinelli, il principe dei castrati, Florence Foster Jenkins, il peggior soprano di cui si abbia notizia, Nannerl Mozart, la sorella ignorata del genio, popolano le pagine di questo affresco popolare della musica colta. Un’occasione per scoprire quanto la musica classica sia presente nella nostra vita quotidiana.

Oggi presentazione in super anteprima al Parma Music Film Festival, tutti i dettagli sulla pagina facebook dell’editore

“I duchi la circondavano, Lucrezia poteva vedere solo i loro volti. Non le parlavano, la osservavano”.

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La laureanda in Storia dell’arte, Lucrezia, sensibile e curiosa, si trova coinvolta in una “missione artistica” ai confini della realtà. Accompagnata dalle amiche, Greta e Livia, sempre prodighe di consigli, vive l’esperienza della tesi di laurea in modo piuttosto originale, incontrando personaggi misteriosi come Giovanni, arruffato ma affascinante, Sara, logorroica e ambigua e la Duchessa Battista Sforza, colta e raffinata…

Vi facciamo vedere inoltre in super anteprima #coverreveal la copertina dell’esordio di una giovane scrittrice di grande talento che ci porterà nel mondo di Super Mario insieme alla sua protagonista Alice.

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Tutti i meravigliosi #LibriGraphofeel vi aspettano il prossimo weekend a Firenze Libro Aperto, non mancate!

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Ulisse, eroe degli eroi

Cari lettori, oggi vi trasporterò nel regno di Itaca per conoscere Ulisse: “Eroe degli Eroi”.

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Ulisse fu il re di Itaca (detta Terra del Sole), dove viveva con sua moglie e suo figlio. Un giorno fu incaricato di andare in guerra contro Troia, per salvare la moglie del re di Sparta, un suo fedele amico. Arrivati a Troia con le navi, costruirono un accampamento e cercarono di entrare nella città, ma ogni tentativo non andò a buon fine. Allora Ulisse, dotato di grande furbizia e astuzia, fece costruire un gigantesco cavallo cavo e nascondendosi al suo interno riuscì a ingannare i Troiani e a vincere la guerra. Durante il ritorno in patria, un forte vento spinse la flotta navale nella terra dei Ciclopi, Ulisse e i suoi soldati furono trattenuti da Polifemo nella sua tana, nella quale ogni giorno mangiava due soldati. Ulisse ancora una volta mise in pratica la sua furbizia ingannando Polifemo e riuscendo a scappare dal Ciclope. Dopo essere fuggiti il vento li trasportò sull’isola Eolia. Il re Eolo alla vista di Ulisse, l’eroe di Troia, lo accolse con tutti gli onori. Dopo aver trascorso un mese a raccontare le sue eroiche imprese, alla sua partenza il re gli donò un gigantesco otre, all’interno del quale erano conservati tutti i venti che soffiavano sul mare, tranne lo Zefiro che gli servì per raggiungere Itaca. Ulisse durante il suo cammino trovò tre ostacoli che fecero perdere la vita ai suoi soldati, ma lui riuscì ad arrivare sano e salvo nel suo regno.

Ulisse, è stato uno degli eroi più descritti nella letteratura. Le sue gesta sono state talmente eroiche, che le illustrazioni del libro rendono perfettamente bene l’idea. Inoltre, la sua saggezza e curiosità lo hanno salvato in diverse occasioni; come quando il canto ammaliatore delle sirene lo stava mettendo in pericolo. L’astuzia di Ulisse fu più veloce, infatti disse ai suoi marinai di indossare tappi di cera nelle orecchie, invece lui si fece legare a un albero poiché era affascinato da quel canto.

Buona lettura.

Alessio Giuseppe Zanaga

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Einstein, genio senza confini

Ciao amici lettori, oggi vi parlo di Albert Einstein: “Genio senza confini”.

Inizialmente si pensava che Albert fosse un po’ “scemo”, perchè se ne stava in un angolo della stanza in silenzio a osservare il migrare degli uccelli. Era molto appassionato di violini, già prima dei 15 anni eseguiva sonate di Mozart e di Beethoven, e suonava anche il pianoforte.

Quando frequentava il ginnasio non gli era permesso fare domande, ma la sua curiosità lo spingeva a voler sapere e conoscere ogni cosa.

A lui piaceva fare gite in barca e lunghe passeggiate con i suoi amici, discutendo di fisica e matematica; spesso Albert rischiava di cadere nei dirupi, perchè tali confronti lo staccavano dalla realtà .

Si sposò con Mileva ed ebbe due figli, e mentre studiava dondolava la culla e fumava un sigaro!

Quando iniziò a lavorare pubblicò gli articoli con le sue teorie e d’ un tratto il suo studio diventò una classe, dove Albert insegnava le sue conoscenze.

All’epoca della prima guerra mondiale tutti i suoi collaboratori aiutarono con le loro teorie i tedeschi, ma Albert di origini ebrea non contribuì.

Il 7 novembre 1919 diventò la persona più importante del mondo e nel 1921 gli fu consegnato il premio Nobel per la fisica.

Ho trovato questo libro molto interessante e scoprire quanto sia stato intelligente e geniale Einstein mi ha fatto molto emozionare.
Curiosando sul web ho trovato certe stranezze riguardo la sua persona che mi hanno fatto sorridere, come ad esempio: non indossava mai i calzini, e i suoi occhi e le sue rughe sono stati presi come ispirazione per creare il viso del personaggio ”Yoda” in Star Wars. Ce ne sono altre che invece mi hanno fatto rabbrividire, quella in cui i suoi occhi sono conservati in una cassetta di sicurezza a New York, e ancora che il suo cervello, dopo la sua morte, fù rimosso e riposto in un barattolo per vent’anni.
Io voglio ricordarlo per la sua brillante mente e per aver scoperto: “che l’energia contenuta nella materia è uguale alla massa in grammi moltiplicata per il quadrato della velocità della luce.”

E=mc²

“Il GENIO ė per l’1% TALENTO e per il 99% FATICA”
~Albert Einstein~

Alessio Giuseppe Zanaga

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Margherita Hack, esploratrice delle stelle

Margherita Hack: una vita illuminata dalla luce delle stelle.

La storia di una scienziata ribelle e spericolata capace di svelare i segreti del cosmo.

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Oggi vi parlo di Margherita Hack, un’astrofisica molto curiosa nata e cresciuta nell’epoca del fascismo, a Firenze.

Suo padre lavorava in una fabbrica elettrica, ma, dopo un po’, essendo un antifascista venne licenziato.

Margherita studiava molto ma riteneva che, apprendere cose che tutti sapevano era noioso, invece scoprire cose nuove era più interessante.

Ci fu un periodo in cui le università chiusero e lei fu mandata in un osservatorio astronomico; si innamoro subito dell’ astrofisica e iniziò a studiare le stelle, in particolare le Cefeidi.

Tutti le dicevano che era una perdita di tempo, ma lei continuò a studiare, finché, dopo un bel po’ di tempo, ricevette l’invito al convegno di astronomia più importante del mondo e grazie a Otto Struve, astrofisico molto famoso, iniziò a studiare in un’ università in California.

Da lì si trasferì a Trieste in un altro osservatorio astronomico dove completò i suoi studi.

Un professore le disse che per lui il suo segreto era la tecnica, ma in realtà il suo segreto era l’immaginazione. Dove gli altri osservavano e basta, lei osservava e immaginava. Infatti per lei immaginare non significava inventare, ma: “Vedere l’Invisibile”.

Margherita Hack è stata la prima donna italiana a dirigere un osservatorio astronomico e a difendere i diritti civili; ha lasciato a tutti noi una luminosa e magnifica eredità come le stelle.

 

Alessio Giuseppe Zanaga

Se avete perso dei volumi della collana “I Grandissimi” potete ordinarli gratuitamente su Prima Edicola, un servizio che permette di ricevere gli arretrati direttamente nella propria edicola di fiducia senza pagamenti anticipati.

 

 

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Leonardo da Vinci, genio senza tempo

6000f2e1-2fe3-4a75-b27e-69047e04113aOggi vi parlo di Leonardo da Vinci, un uomo di grande ingegno e talento. Leonardo era figlio di un notaio, di nome Ser Piero da Vinci. Ser Piero avrebbe voluto che Leonardo diventasse come lui, ma al giovane piaceva disegnare. Infatti, ogni volta che passeggiava, avventurandosi con suo zio Francesco nelle campagne, portava con sé un foglio e un pezzetto di carboncino. Leonardo disegnava tutto ciò che vedeva: i paesaggi incantevoli di Vinci, i boschi, gli animali, i vigneti e i fiumi che scorrevano tra gli alberi.
Un giorno, Ser Piero trovò i suoi disegni e decise di mostrarli a un suo caro amico, Andrea Verrocchio, il quale fu molto colpito da quei fogli pieni di “scarabocchi” che lo volle con sé come apprendista nella sua bottega, una delle più importanti a Firenze.
Una caratteristica insolita di Leonardo era quella di lasciare la maggior parte dei suoi compiti a metà, tanto da ricevere meno incarichi, ma la sua genialità oggi è universale.
Trasferitosi a Milano cercò di costruire una statua di bronzo, ma uno dei giovani artisti, di nome Michelangelo, gli rubò il bronzo e costruì il David. Da quel momento i due cominciarono a odiarsi.
Alcuni dei suoi dipinti sono stati ammirati più degli altri, tra cui: La Dama con l’Ermellino, L’Ultima Cena e La Gioconda.
La Dama con l’Ermellino, raffigura Cecilia Gallerani. La delicatezza del ritratto fu ammirata da molte nobildonne che chiesero a Leonardo un ritratto, ma lui rifiutò.
L’Ultima Cena è un affresco spettacolare che si trova nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano. Nel quadro Leonardo “mostra l’attimo in cui Gesù avverte gli amici che tra di loro c’è un traditore, e a quelle parole tutti saltano in piedi, alcuni sussurrano, altri sbiancano per il terrore e la vergogna”.
La Gioconda è il ritratto di Monna Lisa, la moglie di un mercante molto ricco, Francesco Giocondo. Il bellissimo viso della donna aveva un’espressione malinconica che “contrastava col suo splendido sorriso”. Un quadro talmente speciale per Leonardo, che impiegò anni per finirlo.
La vita di Leonardo mi ha molto entusiasmato, secondo me è stato un genio, oltre a essere pittore, scultore, scienziato, è stato anche un musicista, infatti suonava la lira. Curiosando un po’, ho scoperto che realizzava anche strumenti musicali.
Leonardo ha sfruttato sempre le sue capacità e essendo stato un maestro della pittura era interessato a tutto ciò che gli passava davanti: “Perché il destino ci vende tutto ciò che vogliamo e il solo prezzo che ci chiede è il nostro lavoro”.

Alessio Giuseppe Zanaga