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La prima boutique della carta al Salone del libro

Il Salone non è solo la casa dei libri, ma anche il luogo in cui scovare piccoli grandi tesori ispirati al mondo della letteratura.

Vi ho più volte parlato di Elinor Marianne, la boutique della carta creata da Silvia Columbano che adoro non solo come persona ma soprattutto come padrona di casa di questo paradiso dei booklover fatto di carta, amore e libri.

Ecco il meraviglioso stand al Salone, l’avrei smontato e ricostruito in casa per la bellezza e cura dei particolari

Novità del Salone? Una scatolina personalizzata con all’interno degli adesivi tematici da utilizzare per un regalo, come porta gioie o semplicemente da esporre come complemento d’arredo.

Trovate tutto sul sito web https://elinormarianne.com/

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Top stand al Salone del libro

Il Salone del libro è come sempre luogo di incontro di amanti dei libri e addetti ai lavori, ma è soprattutto l’occasione che noi bookblogger aspettiamo tutto l’anno per scoprire le ultime novità.

Abeditore è senza dubbio la casa editrice che ad ogni Salone si conferma tappa obbligata per l’energia del team e l’incredibile proposta editoriale… E non solo!

Il top stand è stato proprio questo

Cura per i testi, selezione unica dei temi, ricerca dei materiali di impaginazione e grafica straordinaria rendono ogni libro Abeditore un’esperienza di lettura multisensoriale che dal tatto arriva all’anima

I gadget poi sono “la droga” per noi lettori e amanti dei libri

Ci vediamo da Abeditore al prossimo Salone? Siamo già lì 💕

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Las Vegas edizioni al Salone del libro

Tra le case editrici con novità da non perdere, Las Vegas edizioni è di certo quella da tenere sott’occhio. (La newsletter di Carlotta Borasio è interessante e sempre puntuale, correte a iscrivervi qui).

Non solo una veste grafica rinnovata, ma anche il romanzo lancio di Monica Coppola che ritorna in libreria con una storia che sto leggendo e che coinvolge sin dalle prime pagine.

Una famiglia, tre donne di tre generazioni diverse e un vecchio segreto che sta per essere rivelato.

Mia ha ventidue anni e lotta perennemente con ansie e insicurezze. È cresciuta nella periferia torinese con i nonni materni, senza sapere nulla dell’identità del padre. La nonna, Zita, è vivace e dinamica ma ora deve superare il lutto per la recente morte del marito. La madre, Lara, ha anteposto la carriera all’istinto materno e vive a Milano dove coltiva ambizioni e amanti conosciuti online.

Durante una vacanza alle terme, Zita incontra Santo, accetta il suo corteggiamento e ricomincia a vivere. Questa sua scelta destabilizza Mia che, ancora legata al ricordo del nonno, inizia a ostacolare la relazione. E riporta Lara a Torino, per capire cosa stia succedendo tra nonna e nipote.

Quando le tre si ritrovano, il confronto sfocia in un aspro litigio, ma la verità sul padre di Mia, che Lara ha tenuto nascosta a tutti per più di vent’anni, sta finalmente per venire a galla.

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Le interviste al Salone del libro di Torino

Al Salone Internazionale del Libro abbiamo intervistato allo stand #fazieditore Desy Icardi e Franco Faggiani.
Una chiacchierata informale in cui sono emersi i punti focali dei loro romanzi: l’amore intenso e multisensoriale per i libri che caratterizza fortemente “L’annusatrice di libri” e l’intima e totalizzante connessione con la natura che permea “il guardiano della collina dei ciliegi”.
Esperienza straordinaria, soprattutto per l’affabilità degli autori, che ci ha permesso di condividere impressioni e curiosità. Volete sapere qualcosa in più?
Desy Icardi si rispecchia nel personaggio dell’avvocato Ferro e ha come libro “cambia prospettiva” Bar sport di Stefano Benni.

Sta preparando dei racconti che saranno pubblicati dalla stessa casa editrice (speriamo presto!) e che punteranno l’attenzione sulla multisensorialità.

Franco Faggiani ha girato il mondo come reporter, ha scoperto la storia del suo protagonista perché curioso di un “?” vicino al suo nome nella classifica della maratona olimpica da cui si ritirò.

Ci ha anche raccontato che nei suoi viaggi ha sempre cercato di stabilire un rapporto diretto e confidenziale con le popolazioni autoctone seguendone comportamenti e tendenze. Ci ha inoltre confermato che tutta la magia delle interconnessioni montane raccontate nel romanzo sono esperienze dirette, sensazioni provate nelle lunghe passeggiate in montagna.

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Devora di Franco Buso

Parigi, 1314. Presso la cattedrale di Notre-Dame è allestita una pira e la folla si accalca, bramosa di assistere allo spettacolo: l’ultimo Maestro dei Cavalieri Templari sta per essere mandato al rogo. L’uomo sale sulla legna accatastata, il boia appicca il fuoco, le fiamme si levano. Ma un istante prima che lo avvolgano, il Maestro lancia una fiera invettiva contro il re Filippo IV il Bello, che ha voluto la sua fine. E una cupa profezia: il destino del sovrano è segnato, così come quello del papa e della stessa Chiesa, che tra settecento anni cesserà di esistere.

La folla è sbigottita. Solo una ragazza dai magnifici occhi color oro sembra credere per prima alle parole del Templare. Quella ragazza, che osserva il rogo silenziosa, ha il dono della chiaroveggenza.

Tutto era iniziato molto prima della sua nascita, quando sua madre, nata in Palestina, era rimasta orfana a seguito dello sterminio della sua famiglia da parte dei Mamelucchi. Ed era stata punta da uno scorpione del deserto, il cui veleno è in grado di compiere miracoli…


Con la lettura di questo romanzo ci ritroviamo a vivere un’avventura mistica e sensazionale.

L’ambientazione è quella di un colossal storico, riviviamo la magia dei grandi romanzi di fine ottocento e allo stesso tempo sentiamo le nuove vibrazioni che vuole regalarci l’autore.

Scrittura alta, attenta, mai casuale che spinge il pathos dal primo all’ultimo periodo.

Un turbinio di avvenimenti, circostanze, luoghi, personaggi che come un fiume in piena travolgono il lettore, non senza stordirlo di tanto in tanto.

Un tessuto narrativo che unisce il romanzo storico al fantasy e che sa catturare il lettore nel ritmo incalzante degli eventi, ma anche nelle pause di sfondo.

Storia, misticismo, esoterismo, mixati a dovere per regalarci un viaggio con la macchina del tempo e riportarci indietro totalmente stregati.

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La Sicilia nel cuore di Milena Privitera

La Sicilia è donna. Donna come la leggenda che narra che abbia preso il nome da una giovinetta figlia di un re del Libano al quale era stato predetto che, compiuti sedici anni, sarebbe stata divorata da un terribile mostro. Per salvarla, il padre la mise in una barca e la lasciò andare in balia delle onde che la portarono in un’isola meravigliosa. La Sicilia è donna, come la testa della Gorgone che è il simbolo della sua bandiera e come le tante donne che ogni giorno in silenzio, con grande dignità, studiano, lavorano, accudiscono i propri figlie e portano avanti la cultura dell’ eguaglianza, del rispetto delle diversità e delle reciprocità.

Milena Privitera ci racconta storie di donne che hanno trovato nella Sicilia una risposta, una via d’uscita o ancora che hanno dato conforto e sostegno a una terra spesso martoriata.

Storie personali e luoghi si intrecciano in un crescendo di emozioni e sensazioni fondendosi nel tessuto narrativo.

Se da un lato ritroviamo la sublimazione dei luoghi che ci ricorda “viaggio in Italia” di Goethe, dall’altro veniamo travolti dalle storie di queste donne eccellenti che ci ricordano la poesia del viaggio con il suo carico di dolore e speranza.

Quando ci portiamo da un luogo ad un altro non è solo il nostro corpo a vivere lo spostamento, ma lo è soprattutto la nostra anima.

Ecco in anteprima alcuni estratti.

“L’ora del tè era finita.
Di fronte a lei si ergeva l’Etna, che aveva asceso più volte, divenendo agli occhi della gente del luogo un’impavida eroina. innevata, fumante, suggestiva, oggi come allora.
Emily si sentiva un po’ come lei, come la sua “muntagna”: soggetta ai voleri capricciosi della natura e alle sue impreviste esplosioni.
Mitica, incantata, imponente.”

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Sulle tracce de L’annusatrice di libri

Una passeggiata per le vie di Torino

#SalTo19

#CittadiTorino

#LAnnusatriceDiLibri

Venerdì 10 maggio, h.18.30

ritrovo alle 18.15 in Piazza Solferino davanti alla fontana Angelica

Piazza Solferino, palazzi signorili caratterizzati da un’elegante compostezza che, tuttavia, dissimula gli arcani simboli – taluni massonici, tal altri addirittura alchemici – dei quali sono costellate le facciate. Qui prende il via la passeggiata letteraria dedicata al romanzo L’Annusatrice di libri, di Desy Icardi, edito da Fazi Editore. Siamo a Torino nel 1957, e la quattordicenne Adelina perde misteriosamente la capacità di lettura ma, altrettanto inspiegabilmente, acquisisce la facoltà di leggere con l’olfatto.

In compagnia dell’autrice, i partecipanti visiteranno i luoghi che fanno da sfondo alle vicende del romanzo e potranno ascoltarne alcuni brani.

Prima tappa: Piazza Solferino

Adelina, la giovane protagonista del romanzo, ha appena fatto visita all’amica Luisella, figlia del facoltoso e controverso notaio Vergnano. A casa dei Vergnano, nella loro fornitissima biblioteca, Adelina ha appena fatto un’incredibile scoperta: è in grado di leggere con l’olfatto.

Tornando a casa, confusa e frastornata dalla strana scoperta, Adelina indugia accanto alla fontana Angelica, un’opera dalla storia misteriosa e controversa che mostra sul davanti l’opulenza dei modelli classici, mentre sul retro cela messaggi oscuri; un po’ come la famiglia Vergnano che dietro a una facciata di irreprensibile rispettabilità, nasconde inquietanti segreti.

Seconda tappa: i giardini Lamarmora

Ripercorrendo il cammino di Adelina, i lettori si ritroveranno ai giardini Lamarmora dove, su una delle tante panchine, la ragazza compie i suoi primi esperimenti di lettura olfattiva.

Terza tappa: la sede storica della libreria Paravia

Dai giardini Lamarmora il gruppo ci sposterà nella vicina via Garibaldi dove, al civico 23, era ubicata la sede storica della libreria Paravia nella quale Adelina si reca alla ricerca di una “copia odorosa” de I promessi sposi,; poiché quella in suo possesso è assolutamente inodore.

Quarta tappa: Chiesa di San Dalmazzo

Proseguendo per via Garibaldi in direzione di piazza Statuto, all’angolo con via delle Orfane si trova la chiesa di San Dalmazzo nella quale Amalia, la ricca e taccagna zia presso la quale alloggia la protagonista, convolò a giuste e rocambolesche nozze con il ricco colonnello Peyran, nel lontano 1935.

Quinta tappa: via Bligny

Proseguendo ancora lungo via Garibaldi per poi svoltare in via Bligny, rivolgendo lo sguardo, verso l’alto si potrà notare il campanile della chiesa del Carmine, che nottetempo sorprende Adelina intenta nelle sue letture olfattive. Giunti infine in via del Carmine troviamo il palazzo che Desy Icardi, autrice de L’Annusatrice di libri, ha immaginato ospitare l’appartamento di zia Amalia e, al piano inferiore, quello dell’eccentrico avvocato Ferro.

Il tour avrà una durata di circa quaranta minuti e si concluderà con un piccolo brindisi in piazza Arbarello 6, nell’attuale sede della libreria Paravia.

Il tour è gratuito. Per motivi organizzativi è necessario registrarsi a web@fazieditore.it

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La maledizione di Solarius

Ciao circolo,

Oggi vi consiglio un romanzo da non perdere.

Sinossi:
Dopo un grande successo editoriale, la vena creativa abbandona Carlo e l’autore inizia a trascorrere intere giornate chiuso nel suo studio, cercando di scrivere qualcosa che lo soddisfi. Le cose cambiano quando sua figlia immagina la storia di Solarius e della sua maledizione. L’ossessione di Carlo è così forte da vedere se stesso nei panni del protagonista e la sua vita finisce per dividersi tra la difficile routine quotidiana e l’esistenza del principe. Ma la realtà di Solarius, che ha come unico obiettivo conquistare la fredda e austera principessa Lunaris, avrà presto il sopravvento…

Recensione:

Questo romanzo mi ha stupita, coinvolta, affascinata. Stupita perché è un genere che leggo poco; coinvolta per la trama interessante e avvincente; affascinante per le scelte stilistiche dell’autrice e la sua bravura nel tessere un racconto con metalivelli narrativi che rendono la lettura ammaliante: impossibile lasciare le pagine.

Perché sceglierlo?

Non è solo un romanzo fantasy, ma soprattutto non è solo un romanzo; è anche un saggio sul mondo letterario, un diario dello scrittore, una fotografia sociale. Una lettura che porta un messaggio per i lettori di tutte le età e che non può lasciare indifferenti noi blogger amanti di libri e scrittura.

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Una volta è abbastanza di Giulia Ciarapica

Ciao lettori in circolo,

Oggi è la giornata mondiale del libro e ho voluto scegliere proprio questa data per parlarvi di un romanzo che non potete perdere.

Sinossi: L’Italia è appena uscita dalla guerra. A Casette d’Ete, un borgo sperduto dell’entroterra marchigiano, la vita è scandita da albe silenziose e da tramonti che nessuno vede perché a quell’ora sono tutti nei laboratori ad attaccare suole, togliere chiodi, passare il mastice. A cucire scarpe. Annetta e Giuliana sono sorelle: tanto è eccentrica e spavalda la maggiore – capelli alla maschietta e rossetti vistosi, una che fiuta sempre l’occasione giusta – quanto è acerba e inesperta la minore, timorosa di uscire allo scoperto e allo stesso tempo inquieta come un cucciolo che scalpita nella tana, in attesa di scoprire il mondo. Nonostante siano così diverse, l’amore che le unisce è viscerale. A metterlo a dura prova però è Valentino: non supera il metro e sessantacinque, ha profondi occhi scuri e non si lascia mai intimidire. Attirato dall’esplosività di Annetta, finisce per innamorarsi e sposare Giuliana. Insieme si lanciano nell’industria calzaturiera, dirigendo una fabbrica destinata ad avere sempre più successo. Dopo anni, nonostante la guerra silenziosa tra Annetta e Giuliana continui, le due sorelle non sono mai riuscite a mettere a tacere la forza del loro legame, che urla e aggredisce lo stomaco. Giulia Ciarapica ci apre le porte di una comunità della provincia profonda: tra quelle colline si combatte per il riscatto e tutti lottano per un futuro diverso. Non sanno dove li porterà, ma hanno bisogno di credere e di andare.

Recensione: La storia che ci regala l’autrice è una di quelle che noi lettori, ma soprattutto booklovers, amiamo leggere e rileggere. I romanzi che parlano di vita vera, di famiglie, legami e luoghi. Pagina dopo pagina ci si affeziona non solo ai protagonisti, ma soprattutto alle strade, al paese, al mondo che ruota intorno alla storia. Si finisce a cercare su google la meraviglia delle Marche e a ritrovarsi in playlist quella musica d’altri tempi che sembra proprio parlare di noi. C’è la storia di una famiglia, di un paese, di una bella Italia di provincia, quella che pulsa, quella delle idee, quella della tradizione, quella capace di risorgere migliaia di volte da se stessa e per se stessa.

Più andavo avanti con le pagine e più sentivo una familiarità di costruzione del racconto, di empatia con i personaggi, di bisogno di andare oltre, di portare il lettore fino in fondo, farlo sentire parte di questo meraviglioso tutto di emozioni, di vita. In tutto questo ho ritrovato i tratti della mia scrittrice contemporanea preferita, Elizabeth Jane Howard e il pensiero è andato subito ai Cazalet, la saga che ci ha tenuti incollati a migliaia di pagine senza mai stancarci.

Perchè Giulia Ciarapica può essere considerata la nostra Jane? Innanzitutto per l’attenzione al racconto dei luoghi, per la profondità dei personaggi, per l’impatto emotivo dell’ambientazione storica, ma soprattutto per la capacità di tradurre in modo semplice e diretto sensazioni complesse e inafferrabili.

Una volta è abbastanza non è solo un romanzo, ma un racconto di vita: pagine che pulsano, parole che scalpitano, coro di voci che vogliono essere ascoltate.

Adesso non ci resta che aspettare i prossimi volumi di questa saga familiare che sono certa coinvolgerà i lettori di tutto il mondo.

“Non si torna indietro, ma si può guardare avanti senza dimenticare. Quelle emozioni le sono rimaste impregnate addosso come un fischio ininterrotto” (una volta è abbastanza)

“…il peso dei non detti – i suoi almeno – le gravava dentro come un’indigestione.” ( gli anni della leggerezza)

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World book day 2019

Ciao lettori in circolo,

oggi per la giornata mondiale del libro, io e Antonella, abbiamo stilato per voi le nostre personali classifiche dei dieci libri che abbiamo letto e amato in questi primi mesi del 2019. Quale miglior modo per festeggiare i nostri amici libri?! Per scoprire le valutazioni seguiteci sui nostri profili Instagram.

Ecco la mia lista per voi:

Lupa in Fabula di Manuela Lunati

Chi è che l’aveva istruita a contentarsi? Improvvisamente le fu chiaro d’essere stata, per tutta una vita, decisamente frugale nelle sue voglie. È desiderio quello che anima le protagoniste dei trenta testi che compongono questa raccolta. Un viaggio attraverso il corpo delle donne, sede e strumento di una libertà costantemente assediata da censure e autocensure, così come dall’ossessione amorosa. L’eros – vissuto o fantasticato – è il fil rouge che lega queste storie: ora moltiplicato da un’incolpevole esuberanza, ora mortificato dalla maternità, dalla malattia, dall’educazione. L’universo femminile, in bilico tra piacere e dolore, tra obbedienza e rivolta, si rivela con parole di donna.

Sei Giorni di Stefano Valente

Una guerra finita, o forse no. Iacopo, l’Educativo, torna a piedi attraverso un Paese sconfitto e devastato. Spalla a spalla con un compagno detto il Gabro, volgare e crudele quanto basta per farcela ad arrivare fino a casa. Una discesa negli inferi attraverso la follia dell’odio, della miseria, della morte, della pulizia etnica. Giù a capofitto dentro la guerra, guerra delle trincee, guerra casa per casa, guerra di fratelli contro i fratelli. Fino all’ultima verità.

Le sette morti di Evelyn Hardcastle di Stuart Turton

Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell’alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento – la morte del giovane Thomas Hardcastle – ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d’artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell’attimo in cui esplodono nell’aria i preannunciati fuochi d’artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell’acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell’acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l’assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House…

I racconti delle donne di Annalena Benini

L’amicizia, l’invidia, l’amore, lo smarrimento, il sesso, la paura, l’ambizione, i figli, gli uomini, le risate, il coraggio. E la libertà: conquistarla, gettarla via, riprendersela in un istante di grazia. Raccontare le donne significa raccontare una forza che all’improvviso squarcia tutto, oppure si nasconde, o cammina piano e prepara la strada a chi verrà dopo. Che cosa pensano le donne, a che cosa credono, quante vittorie, sconfitte, speranze e segreti hanno dentro di sé? Quanta rabbia e quanto divertimento? Fuori dal solito affresco di eroine affrante, abbandonate, sottomesse, oppure impossibili e ribelli, c’è un mondo vivissimo, sorprendente e complesso che chiede di essere raccontato, e c’è il movimento mai stanco della scrittura e dell’esistenza. È la festa della società sovversiva delle ragazze. Annalena Benini è andata a cercare, fra i racconti più belli della narrativa mondiale, i luoghi in cui le donne dicono chi sono davvero, dentro il semplice e inesauribile groviglio dell’essere vive. Dal valzer con un imbranato di Dorothy Parker all’invidia di Kathryn Chetkovich per il fidanzato Jonathan Franzen, dal ricordo del tradimento in Alice Munro al pozzo in cui a volte cadono le donne nella visione di Natalia Ginzburg, fino alla vertigine del suicidio di Saffo secondo Marguerite Yourcenar. È un patto con la verità: non nasconderemo niente, ma è anche la scoperta di un’idea concreta, intima e spietata della realtà e della letteratura.

È da lì che viene la luce di Emanuela Ersilia Abbadessa

Un giorno qualcuno avrebbe favoleggiato di pianeti sconosciuti in cui società militari avrebbero eliminato gli imperfetti per creare generazioni invincibili. Ma quella sarebbe stata soltanto finzione letteraria, perché nella realtà era proprio il difetto a creare la bellezza. Taormina, 1932. «Fermo», quell’unica parola, pronunciata con decisione, attrae l’attenzione di Sebastiano Caruso, un ragazzo di diciassette anni, orfano di padre, la cui vita quel giorno cambia per sempre. L’uomo che ha parlato, il barone Ludwig von Trier, alto e sottile, pallido e vestito in modo impeccabile, è così diverso da chiunque viva a Taormina, che la curiosità di Sebastiano si accende, soprattutto per via della scatola misteriosa che lo sconosciuto tiene tra le mani. Quando il barone, fotografo e artista, lo scopre nell’atto di seguirlo, lo fa entrare in un mondo di cui Sebastiano non sospettava neppure l’esistenza. Grazie al ragazzo, che gli fa da aiutante e da modello, e a Elena Amato, governante premurosa, donna dotata di un’antica saggezza e di un passato misterioso, amica e sodale, Trier impara qualcosa sull’amore che nessuno gli aveva mai insegnato nella fredda casa in cui era stato cresciuto e da cui se ne era andato. Ma «dove c’è luce, c’è anche ombra» dice spesso Trier e, insieme alla luce che fa risplendere la bellezza, il barone sperimenterà anche l’ombra più cupa, la violenza fascista e il serpeggiare delle discriminazioni. E rischierà di esserne inghiottito. Un romanzo liberamente ispirato alla storia del fotografo tedesco Wilhelm von Glöden, sulla libertà, di pensiero e costume, che solo nell’arte non conosce odio per il diverso, e sulla paura di svelare la violenta ignoranza che si annida nei meandri più bui dell’animo umano.

L’annusatrice di libri di Desy Icardi

Torino, 1957. Adelina ha quattordici anni e vive con la zia Amalia, una ricca vedova, parsimoniosa fino all’eccesso, che le dedica distratte attenzioni. Tra i banchi di scuola, la ragazza viene trattata come lo zimbello della classe: alla sua età, infatti, non è in grado di ricordare le lezioni e ha difficoltà a leggere. Il reverendo Kelley, suo severo professore, decide allora di affiancarle nello studio la brillante compagna Luisella. Se Adelina comincerà ad andare meglio a scuola, però, non sarà merito dell’aiuto dell’amica ma di un dono straordinario di cui sembra essere dotata: la capacità di leggere con l’olfatto. Questo talento, che la ragazza sperimenta tra le pagine di polverosi volumi di biblioteca, rappresenta tuttavia anche una minaccia: il padre di Luisella, un affascinante notaio implicato in traffici non sempre chiari, tenterà di servirsi di lei per decifrare il celebre manoscritto Voynich, “il codice più misterioso al mondo”, scritto in una lingua incomprensibile e mai decifrato. Se l’avidità del notaio rischierà di mettere a repentaglio la vita di Adelina, l’esperienza vissuta le lascerà il piacere insaziabile per i libri e la lettura.

Racconti parigini di Corrado Augias

Gli ampi boulevard, le luci infinite, gli spettacoli piú arditi, le avanguardie piú innovatrici, e poi la disinvoltura dei costumi, la ricchezza e il disordine della vita artistica, lo stile dispensato in ogni minimo dettaglio… Nessuno scrittore dell’Otto e Novecento ha saputo resistere al richiamo di Parigi, e tutti hanno lasciato traccia del loro incantamento in racconti e romanzi entrati di forza nell’immaginario globale, al punto che oggi è impossibile visitarla per la prima volta senza avere l’impressione di conoscerla da sempre. Corrado Augias, parigino di adozione e fine conoscitore della storia anche artistica della città, ha raccolto venti fra i racconti più belli su Parigi: da Balzac a Zola, da Gertrude Stein a Vila-Matas, da Irène Némirovsky a Benjamin, una carrellata di storie, visioni e descrizioni che ne celebrano la grandezza e ne illuminano i misteri nascosti. Perché la città delle luci non è priva di ombre, dai grandi romanzi popolari tessuti su storie sinistre ai gialli affidati all’intuito del commissario Maigret. Parigi è città di pietra e di fantasia. Quello che si compone è un mosaico di voci e immagini, ma è anche una sorprendente guida di viaggio. Non c’è rue o arrondissement che non abbia generato un suo riflesso letterario, e attraverso le pagine dei grandi scrittori si può meglio comprendere la vera natura di Parigi, luogo dell’immaginazione prima ancora che reale, «di tutte le città del mondo, la più vistosa e la più invisibile».

I luoghi del pensiero di Paolo Pagani

“I luoghi del pensiero” non è un libro di filosofia, ma parla soprattutto di filosofi, delle loro vite e dei luoghi che hanno abitato. È perciò una originale cartografia intellettuale che racconta la storia delle idee e della loro genesi. Un viaggio-reportage alle radici della cultura europea: nomi, case, sepolcri degli uomini che hanno cambiato la nostra visione del mondo. Soprattutto: idee nate da quei nomi, in quelle dimore, interrate in quei sepolcri, ma ancora vive perché potenti, lungimiranti, preziose, eterne, fondative. Perché c’è un’aura in ogni luogo, un linguaggio non detto che si impara ad ascoltare. Da Spinoza, nel Seicento olandese, Paolo Pagani risale il tempo e lo spazio fino a Thomas Mann, inseguendo e spiando nel loro lavoro quotidiano e nell’impegno di una vita grandi filosofi e scrittori, muovendosi fra stati, città, paesi, borghi, piccoli abitati, baite, stanze in affitto, monti e mari, dal Sud al Nord dell’Europa, fino agli Stati Uniti.

Una volta è abbastanza di Giulia Ciarapica

L’Italia è appena uscita dalla guerra. A Casette d’Ete, un borgo sperduto dell’entroterra marchigiano, la vita è scandita da albe silenziose e da tramonti che nessuno vede perché a quell’ora sono tutti nei laboratori ad attaccare suole, togliere chiodi, passare il mastice. A cucire scarpe. Annetta e Giuliana sono sorelle: tanto è eccentrica e spavalda la maggiore – capelli alla maschietta e rossetti vistosi, una che fiuta sempre l’occasione giusta – quanto è acerba e inesperta la minore, timorosa di uscire allo scoperto e allo stesso tempo inquieta come un cucciolo che scalpita nella tana, in attesa di scoprire il mondo. Nonostante siano così diverse, l’amore che le unisce è viscerale. A metterlo a dura prova però è Valentino: non supera il metro e sessantacinque, ha profondi occhi scuri e non si lascia mai intimidire. Attirato dall’esplosività di Annetta, finisce per innamorarsi e sposare Giuliana. Insieme si lanciano nell’industria calzaturiera, dirigendo una fabbrica destinata ad avere sempre più successo. Dopo anni, nonostante la guerra silenziosa tra Annetta e Giuliana continui, le due sorelle non sono mai riuscite a mettere a tacere la forza del loro legame, che urla e aggredisce lo stomaco. Giulia Ciarapica ci apre le porte di una comunità della provincia profonda: tra quelle colline si combatte per il riscatto e tutti lottano per un futuro diverso. Non sanno dove li porterà, ma hanno bisogno di credere e di andare.

Piccole guide tascabili Abeditore

  • 1 – Piccola Guida Tascabile agli Animali Pericolosi in Letteratura

    A vederlo così, un libro è l’immagine della tranquillità, ma non tutti i suoi abitanti rispecchiano la sua placida natura.Perché lupi, serpenti, ragni e altri abomìni non abitano solo tra i merli diroccati di antiche torri, o nelle tremende selve dimenticate; essi sono soprattutto frequenti tra le pagine ingiallite di splendidi racconti, spesso dimenticati…
    Contiene: LA ZAMPA DI SCIMMIA, William Wymark Jacobs; ARACNE, Marcel SchwobIL LUPO, Guy de Maupassant; IL GATTO BIANCO DI DRUMGUNNIOL, Joseph Sheridan Le Fanu; L’UOMO E IL SERPENTE, Ambrose Bierce; RATTI, Montague Rhodes James; L’ASINO NEL FIUME, Adolfo Albertazzi; LA MOSCA, Katherine Mansfield ****BONUS**** IL SILENZIO DELLE SIRENE, Franz Kafka.


  • 2 – Piccola Guida Tascabile ai Luoghi da non Frequentare in Letteratura

    “Non si va cosi lontano che quando non si sa dove si va” (C. Colombo)… mettiamola così: se il temerario ero e dei Due Mondi avesse potuto leggere i racconti qui presentati, probabilmente avrebbe preferito starsene a casa sotto le coperte. Perché certo, viaggiare è bello, ma la Letteratura ci insegna che ci sono luoghi che è bene rimangano celati…
    Contiene: LA CASA DEL GIUDICE, Bram Stoker; LA CAMERA AMMOBILIATA, O. Henry; IL PAESE BLU, Marcel Schwob; C’ERA UNA VOLTA UN UOMO CHE VIVEVA PRESSO UN CIMITERO, Montague Rhodes James; I PRIGIONIERI DI LONGJUMEAU, Léon Bloy; SIBILO, Gustav Meyrink; LA CASA VUOTA, Algernon Blackwood; L’ADDORMENTATRICE, Guy de Maupassant; LA STANZA DELL’INCUBO, Arthur Conan Doyle.


  • 3 – Piccola Guida Tascabile ai Mestieri Sconsigliabili in Letteratura

    Se la Letteratura ha innumerevoli meriti, uno di questi è certamente quello di farci rendere conto di quanto siamo fortunati a non dover intraprendere una delle carriere descritte in questi racconti. E se la disoccupazione cresce, forse possiamo perlomeno sentirci un po’ più al sicuro…
    Contiene: IL SEGNALATORE, Charles Dickens; POSEIDONE, Franz Kafka; DUE ATTORI PER UNA PARTE, Théophile Gautier; SPETTATORE DI UN’IMPICCAGIONE, Ambrose Bierce; IL GUARDIANO DEL LOUVRE, Arthur Conan Doyle; DUE INDOVINI, Auguste de Villiers de l’Isle-Adam; IL GIUDICE HARBOTTLE, Joseph Sheridan Le Fanu; L’AMMALATO E IL POMPIERE, Robert Louis Stevenson.