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Lì, dove abita il mare – Salvatore Scalora

Lucio Tempesta è il protagonista di questo romanzo.

Siciliano d’hoc, emigrato a Milano per lavoro, ci narra di una delle estati trascorse a casa.

Il libro è un susseguirsi di flashback, la maggior parte dei quali richiamano sempre il rapporto un po’ conflittuale che il protagonista ha con le donne, l’amore e il sesso.

La famiglia è molto presente nel racconto; Lucio infatti non può fare a meno di confrontarsi con un amore solido ed eterno come quello dei genitori.

Non mancano però le riflessioni, il racconto infatti è adornato da citazioni filosofiche che rafforzano il pensiero proposto dallo scrittore, senza assolutamente annoiare o apparire troppo colto.

Il linguaggio è molto forbito, e potrebbe risultare esagerato inizialmente, ma dopo le prime pagine ci si abitua subito allo stile dell’autore.

Le descrizioni dei luoghi permettono di immergersi a fondo nelle esperienze che questo giovane playboy ci racconta, immaginandoci anche noi a passeggiare per le vie di Taormina o sulla spiaggia di Fondachello. I richiami alla Sicilia non mancano sicuramente e ci mostrano come Lucio, e molto probabilmente lo scrittore stesso, siano profondamente legati alla loro terra perché “puoi togliere un siciliano dalla Sicilia ma non potrai mai togliere la Sicilia dal cuore di un siciliano”.

Il romanzo è piacevole da leggere e scorre fluido, un’ottima compagnia sotto l’ombrellone a godere dello stesso sole che bacia Lucio o davanti ad un caminetto acceso a ricordare la calura estiva.

Lì, dove abita il mare, dimorano gli amori consumati e quelli non corrisposti, i sogni e le delusioni, i pianti ed i sorrisi, le sconfitte e le rivalse, i ricordi infiniti e struggenti in cui naufragare; ed il presente appare come una buona novella da scoprire: la mia buona novella.1

Perché è proprio lì, dove abita il mare che risiede la sua anima.

 

Autore:

Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.