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Gli ultimi giorni dei nostri padri

Il libro ci riporta indietro di quasi 80 anni. Siamo a Londra ed è il 1940. Per evitare l’annientamento dell’esercito britannico a Dunkerque, Churchill crea una squadra di servizi segreti, la SOE, Special Operations Executive, incaricata di azioni di sabotaggio e intelligence con la Resistenza Antinazista.

Gli uomini più improbabili verranno quindi addestrati in Inghilterra, e poi, come soldati, rimandati nella Francia occupata a combattere il controspionaggio tedesco. Un gruppo di ragazzi si ritroveranno così a diventare compagni prima e amici del cuore dopo.

Tutti loro, alternativamente, saranno la voce narrante del romanzo accompagnandoci in un percorso che andrà ben oltre lo spionaggio e la guerra e ci avvicinerà molto di più agli Uomini.

Che ne sarà di questi Uomini? Ognuno di loro dovrà affrontare le proprie paure e superare i propri limiti, sia fisici che mentali, per cercare di tornare a casa.

Probabilmente non tutti torneranno dall’inferno della guerra, ma sicuramente nessuno tornerà uguale a come era partito. Qualcuno dovrà rimarginare ferite profonde, qualcun altro dovrà accettare i sensi di colpa.

Questo è il primo romanzo di Joël Dicker, autore conosciuto a livello internazionale per aver scritto “La verità sul caso Harry Quebert”. In questo libro riesce a mescolare le atrocità della guerra con la profondità di semplici Uomini, trasformati in eroi.1

Che si apra davanti a me il sentiero delle lacrime,
Perché io adesso sono l’artefice della mia anima.
Non temo né le bestie né gli uomini,
Né l’inverno né i venti.
Nel giorno in cui parto verso le foreste dell’ombra,
dell’odio e della paura,
Chiedo perdono per i miei errori e per il mio errare,
Io che sono soltanto un piccolo viaggiatore,
Che sono soltanto polvere di vento, polvere di tempo.
Ho paura.
Ho paura.
Noi siamo gli ultimi Uomini, e i nostri cuori,
allo spasimo, batteranno ancora per poco.

Autore:

Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.