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La vita sociale delle sagome di cartone W Las Vegas

Paul Pavese, scrittore di best seller, mentore del progetto editoriale Fabula Nuova e ispiratore di una generazione, è sparito nel nulla. L’unica persona che però sembra davvero preoccuparsene è la responsabile marketing della casa editrice, Samantha Neli, che da sempre è una sua fan.
Inizia così una ricerca tra i testi pubblicati e inediti, a caccia di indizi che sembrano non portare a nulla. Così come non sembra risolutivo spostare l’indagine nelle terre di origine di Pavese.
Ma forse la soluzione è molto più vicina di quanto Samantha non creda…
Tra libri garantiti per tutti dal Governo e venduti pure in farmacia, “La vita sociale delle sagome di cartone” è un romanzo a tratti surreale, a tratti grottesco, che indaga sul concetto di fiction – quanto c’è di vero nella finzione e quanta finzione c’è nella verità? – e che non rinuncia mai ad essere dissacrante nei confronti del mondo editoriale e dei suoi meccanismi.

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«Aspetta, te lo descrivo» proseguì Paul. «Anche se l’ho scritto io, non ho remore a dire che è un buon libro. Un “good book”, alla maniera in cui lo intendono gli americani. Personaggi ben delineati in una trama avvincente quanto basta. Spunti di racconto di costume, ambientazione ricca e inconfondibile. Un po’ di umorismo e un po’
di dramma. Il viaggio dell’eroe nella struttura, oh, sia santificato il viaggio dell’eroe e tutti i suoi mediocri estimatori ed evangelizzatori, che puntualmente non hanno capito un cazzo! Ah, giusto, e dimenticavo: una prosa scorrevole, ricca ma non troppo letteraria, che renda il libro facilmente traducibile nel mondo e la trama agilmente tramutabile in film non appena un divo, con le sinapsi non ancora totalmente bruciate dalla cocaina, deciderà di interpretarne lo sfaccettato protagonista!» Paul aveva pronunciato le ultime frasi a volume crescente, con furia che grondava dalla voce. Al termine, però, si spense. Samantha sospirò. «Forse hai ragione, ma è così che funziona.»
Tornò a guardarlo, irritata. «Per una volta, potresti stare al gioco. Visto che permette a tutti noi di portare a casa la pagnotta!»

 

Io amo Fulvio Gatti, se con i Nerd salveranno il mondo  mi aveva stregata, con questo romanzo mi ha totalmente conquistata. Uno di quei libri che richiamano il lettore già dal titolo e dalla cover, ma che però non lo deludono nell’intreccio. Come ogni pubblicazione Las Vegas del resto. Vi aspettate di trovare tra le pagine i libri come protagonisti? Pensate che si parli di editoria (canzonandola mica poi tanto lontano dal vero)? Perfetto, il libro non vi deluderà. Con la verve tipica dello scrittore, tra critica e ironia interconnesse nell’intreccio, ci ritroviamo a vivere un Salone del Libro che conosciamo, una vita di redazione editoriale con tutte le sue criticità e molto altro ancora. Una storia profondamente contemporanea che fa sorridere, quel sorriso un po’ amaro un po’ sconsolato, un po’ riflessivo, e a tratti di puro divertimento. Non mancherà anche quel mix di mistero e giallo che vi appassionerà, ovviamente ogni indizio avrà un sapore letterario. Alla fine sarete #teamSamantha o #teamPaul? Non vi resta che leggere.