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Simposio Letterario 1: La filosofia e Cartesio

Ciao Circolo,

oggi diamo il via alla rubrica dedicata al mondo della filosofia. Non vi preoccupate, non sarà un appuntamento accademico, tutt’altro: il nostro intento è quello di avvicinare più persone possibile al mondo della filosofia attraverso una chiave di lettura diversa, quella letteraria. Parlo al plurale, perché, come anticipato sui nostri canali social, in questo viaggio nel mondo del pensiero sarà accompagnata da una studentessa di filosofia, nonché artista e artigiana, Elisabetta Barberio.

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Filosofia e letteratura sono fortemente interconnesse: entrambe indagano l’agire umano, cercano di andare oltre la superficie del reale, cercano risposte, propongono domande, ma con linguaggi e forme diverse. Tanto la prima entra nel mondo del pensiero, quanto la seconda racconta l’agire.

Il nostro primo appuntamento vede protagonista il Leopardi della filosofia: Cartesio!

Sì, non faremo un percorso cronologico per correnti di pensiero, ma faremo dei voli di secoli per focalizzare l’attenzione sui temi che più vogliamo indagare.

41QL1dwZyzLCon Cartesio vi raccontiamo un progetto davvero unico nel suo genere di perfetta intersezione tra filosofia e letteratura. Il progetto si chiama Vite riflesse e vede la collaborazione tra la Mimesis edizioni e alcuni studenti della facoltà di filosofia di Firenze coordinati dalla docente di filosofia teoretica Roberta Lanfredini.

Quanto il pensiero filosofico viene innestato dalle esperienze di vita del filosofo? Da questa domanda prendono forma delle biografie del pensiero davvero uniche che presentano un minuzioso lavoro di ricerca biografica, di strutturazione narrativa e di indagine filosofica.

Ci ritroviamo quindi a vivere tra le pagine di questa biografia filosofica cartesiana, viviamo in prima persona i tormenti personali e fisici di Cartesio, le sue debolezze, i suoi viaggi, la sua ricerca della solitudine pensosa che saranno alla base della sua analisi del pensiero, della sua chiave di lettura del reale e dell’uomo.

Alla base della filosofia cartesiana troviamo il concetto di dubbio che si estende non solo alla percezione, ma anche a tutto quello che non è percepibile (da questo parte anche il suo contributo fondamentale al mondo della matematica). L’unico assunto indubitabile per la definizione dell’essere è il pensiero, da qui il cogito ergo sum: penso dunque esisto. Cartesio fa una distinzione reale tra anima e corpo: considera le cose materiali come res extensa (sostanza estesa) separata nettamente dalla res cogitans (sostanza pesante), il pensiero, l’anima.

Questi concetti del suo pensiero filosofico si evolvono all’interno del percorso narrativo strutturato da Daniele Ramadan che attraverso il linguaggio della letteratura ci fa spiare dal buco della serratura la vita di Cartesio tra ricostruzione storica e romanzo, tra artificio narrativo e pensiero filosofico.

Ci ritroviamo dunque a leggere di un uomo, delle sue fragilità umane e fisiche, dei suoi malesseri emotivi, delle sue riflessioni, dei suoi dubbi e in questo percorso non solo entriamo in interconnessione con il protagonista, come faremmo in un classico romanzo, ma ci ritroviamo a fare un tuffo nel pensiero filosofico moderno. Se avrete voglia, dopo la lettura, di andare a rispolverare i libri del liceo o di spulciare on line le pubblicazioni sul tema, allora sarete dei nostri!

Questo progetto editoriale riesce ad avvicinare alla filosofia anche chi la sente estranea, complessa, lontana dalle proprie attitudini di studio, lettura e approfondimento proprio perché va a scovare quello che c’è dietro, l’uomo dietro il filosofo, la vita, le esperienze.

Quali letture consigliarvi dopo questa meravigliosa esperienza letteraria? Di certo il “Discorso sul metodo” di Cartesio, che vi sembrerà avere un fascino totalmente diverso; se siete dei neofiti del tema non potete assolutamente perdervi il libro che in qualche modo ha segnato generazioni di giovani lettori “Il mondo di Sofia” di Jostein Gaarder e un saggio davvero molto interessante pubblicato di recente da Neri Pozza “i luoghi del pensiero” un viaggio nel mondo dei filosofi, sulla scia del progetto di cui vi abbiamo parlato oggi.

 

Vi anticipo già che il prossimo appuntamento vedrà protagonista il filosofo con l’orologio: Kant!

Vi lascio adesso al pensiero e al consiglio di lettura di Elisabetta.

A presto lettori in circolo

Isabella ( https://www.instagram.com/isabella_circologiovanilettori/ )

DISCORSO SUL METODO: UN LIBRO DA RISCOPRIRE

Quando si parla di Cartesio (René Descartes 1596-1650) o si sente pronunciare il suo nome, spesso mi capita di vedere facce perplesse o di scarso interesse come se l’argomento fosse appannaggio esclusivo di una certa elìte.

Le vicende e le opere dell’iconico scienziato e filosofo francese sono formalmente conosciute da tutti, ma ahimè approfondite da pochi.

A parer mio è davvero un peccato e adesso vi dico il perché.

Cartesio fu un genio e, come tale, nascondeva tormenti e contraddizioni, desideri e passioni proibite, era decisamente un uomo fuori dall’ordinario. Fin dalla adolescenza, sotto l’ala protettiva dei Gesuiti, sviluppò l’amore per la poesia da un lato e dall’altro quello per la matematica, avvertendo precocemente i limiti dell’insegnamento tradizionale a cui era stato iniziato.

Con il suo Discorso sul Metodo cambiò il modo di fare scienza; e se per il senso comune il testo ancora oggi è considerato ostico ed impenetrabile, se si supera la barriera del pregiudizio, si scopre una autobiografia affascinante e di facile lettura, dove il filosofo ci rende partecipe di una parte di sé e delle sue originali sperimentazioni. Interi brani dove inaspettatamente  confesserà  la sua attenzione per  le pratiche di magia naturale e l’attrazione per le “scienze più curiose e rare”; dove racconterà di quella notte in cui capì lo scopo della sua vita attraverso tre sogni rivelatori (chissà se Dickens si ispirò a lui?) e ammetterà con astuzia il suo turbamento per la sterilità degli studi accademici per poi tentare di riformarla attraverso un sistema da lui ideato.

Con uno stile evocativo nelle prime parti ed un linguaggio efficace nelle ultime,  il Discorso vi sorprenderà per l’abile mescolanza di ricordi personali e precetti scientifici che non potranno lasciarvi indifferenti.

Non è soltanto la cronaca di eventi passati ma una testimonianza ispirata e suggestiva dove l’amore per i libri e per il Sapere  si avverte a ogni pagina e scioglierà il cuore anche del lettore più diffidente o inesperto sull’argomento, oltre che appuntarsi una grande quantità di brani di altissima levatura.

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Eccone un esempio: ” Ma mi pareva di essermi dedicato abbastanza a lungo alle lingue, e anche alla lettura dei libri antichi, delle loro storie, delle loro favole. Perché conversare con gli uomini degli altri tempi è come viaggiare. È bene sapere qualcosa dei costumi degli altri popoli per giudicare meglio i nostri, invece di ritenere ridicolo e irragionevole tutto ciò che contrasta con le nostre usanze, come succede di solito a chi non ha visto nulla. Ma se si passa troppo tempo a viaggiare, si finisce col diventare stranieri nel proprio paese; e quando si è troppo curiosi delle cose che avvenivano nei secoli passati, si resta per lo più molto all’oscuro di quel che si fa al giorno d’oggi.” (Pag.9, Discorso sul metodo, Economica Laterza, Anno 2017)

Un breve classico della filosofia che non può mancare nelle vostre librerie…

Elisabetta ( https://www.instagram.com/bethscreations.minilibri/)