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Foglie cadute

Amelius Goldenheart viene esiliato dalla Comunità Cristiana di Tadmor, nell’Illinois, a causa della relazione illecita con una donna più matura. Una volta giunto a Londra, al ricordo del mondo ideale dove Amelius è cresciuto e ha coltivato i suoi valori si contrappone una realtà fatta di persone senza scrupoli, fra cui spicca John Farnaby, ricchissimo e disonesto uomo d’affari. Farnaby ha preso in adozione una nipote nel tentativo di consolare la moglie, affranta per la scomparsa di sua figlia, smarrita tra le strade di Londra sedici anni prima. All’ingenuo Goldenheart basterà un solo sguardo per innamorarsi perdutamente della ragazza, anche se il loro amore verrà ostacolato dalla famiglia, che cercherà a ogni costo di tenere lontani i due giovani. Intanto Amelius, fedele a una promessa fatta alla triste signora Farnaby, si impegna a ritrovare la fanciulla smarrita della coppia. La ricerca della giovane porterà quest’uomo dall’animo candido, compassionevole per natura e capace di ispirare grande fiducia nelle donne, a perdersi per le vie della città spingendosi fin nei bassifondi.

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“Ah, povero me! Un’altra Foglia Caduta!”. Sapevo a chi si riferiva. Quelli che fanno solo buchi nell’acqua nella lotteria della vita, quelli che hanno sgobbato tanto per raggiungere la felicità e non hanno raccolto che dispiaceri e delusioni, quelli soli e senza amici, feriti e smarriti: sono queste le persone che il nostro buon Anziano chiama Foglie Cadute. Piace anche a me quel modo di dire. È una maniera garbata per riferirsi alle creature infelici del mondo

 

Ogni romanzo di Wilkie Collins è una riconferma della sua abilità di narratore, della sua forza comunicativa e della capacità di conquistare il lettore. Questo romanzo sarebbe dovuto essere solo una prima parte, chissà cosa ci avrebbe regalato il suo autore nel proseguo?! Perché me lo chiedo? Contrariamente al classico schema di racconto di Collins il destino che riserva alla sua protagonista mi ha spiazzata, mi sarei aspettata tutt’altro. Detto questo, nonostante la critica abbia spesso considerato questo romanzo un’opera minore, ho trovato la storia coinvolgente, le dinamiche e l’approfondimento sui personaggi ben delineati e una predominante critica morale come sempre nello stile dell’autore. La componente di analisi sociologica è molto forte, quasi da sovrastare la storia stessa, cosa che ho molto apprezzato e che ho trovato di grande impatto contemporaneo.  Collins è un classico da leggere e rileggere perché ha sempre un nuovo messaggio da donare.

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