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Ultime da Las Vegas

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Una famiglia, tre donne di tre generazioni diverse e un vecchio segreto che sta per essere rivelato. Mia ha ventidue anni e lotta perennemente con ansie e insicurezze. È cresciuta nella periferia torinese con i nonni materni, senza sapere nulla dell’identità del padre. La nonna, Zita, è vivace e dinamica ma ora deve superare il lutto per la recente morte del marito. La madre, Lara, ha anteposto la carriera all’istinto materno e vive a Milano dove coltiva ambizioni e amanti conosciuti online. Durante una vacanza alle terme, Zita incontra Santo, accetta il suo corteggiamento e ricomincia a vivere. Questa sua scelta destabilizza Mia che, ancora legata al ricordo del nonno, inizia a ostacolare la relazione. E riporta Lara a Torino, per capire cosa stia succedendo tra nonna e nipote.Quando le tre si ritrovano, il confronto sfocia in un aspro litigio, ma la verità sul padre di Mia, che Lara ha tenuto nascosta a tutti per più di vent’anni, sta finalmente per venire a galla.

 

Aveva fatto qualche passo ed era stata travolta da un senso di straniamento, il respiro spezzato come se la vita le si staccasse di dosso e scivolasse via. Le dita si erano arrampicate sul viso per assicurarsi di averlo ancora. Erano arrivati i dubbi, i ripensamenti. Come poteva lei a vent’anni cambiare quello che stava accadendo? Aveva taciuto, un’altra volta in quella giornata. L’attimo se n’era andato. Lei anche.

 

Monica Coppola è una garanzia di scrittura, intensità, sensazioni. La ritroviamo in questa storia con tutta la sua verve, il suo stile diretto e confortevole, ma allo stesso tempo ne sentiamo la profondità delle parole e la maturità del racconto. Come non amare questa storia? Ci ritroviamo, leggendo, in ciascuna delle protagoniste; in ognuna di loro c’è una parte di noi, un momento della nostra vita, una fase che abbiamo attraversato. Sono protagoniste vere, reali, tangibili che diventeranno pagina dopo pagina, amiche, sorelle, nonne. Le inciteremo, ci faranno arrabbiare, rideremo e piangeremo con loro perché è questo che succede con queste storie: abbracciano il lettore e lo rendono parte del tutto.

 

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Francesco, pubblicitario di successo da cinque anni in Olanda, non sa ancora di essere come una biglia d’acciaio in bilico. Di giorno lavora in un’agenzia in cui guadagna più soldi di quanto riesca a spendere, di sera passa da un locale all’altro a caccia di alcol e ragazze. Le sue vicende si mescolano a quelle dell’olandese Nicky, dell’americana Julia, del greco Christos, e di molti altri “expat” che come lui cercano di ammazzare la noia in una festa infinita tra i canali.

Ma quando cerca di ricordare il vero motivo per cui se ne è andato via da casa, accade l’inevitabile. Il piano inizia a inclinarsi, la biglia scivola, Francesco perde il controllo: si innamora di Nina, la ragazza spagnola di Christos, e questa passione illumina tutto il resto di una luce improvvisamente spietata. Il lavoro, gli affetti leggeri, le sbronze, niente ha più senso.
Dentro un’Amsterdam fatta di eccessi, dove la vita sembra un’esperienza di passaggio e perdersi è sempre concesso, Francesco ha forse l’ultima occasione per non precipitare.

 

In cinque anni ad Amsterdam, aveva visitato quelle bancarelle centinaia di volte, senza fare un solo acquisto. Al momento decisivo, si ricordava che non avrebbe mai letto tutto il libro in lingua originale, cedeva alla pigrizia e risistemava il volume al proprio posto.Anche adesso, tenuto in mano A Farewell to Arms di Hemingway per quasi cinque minuti, lo ripose con un sospiro, sconfitto. Sentì il negoziante sbuffare, ormai convinto di una vendita sicura, e passò alla bancarella successiva. Come al solito controllò subito i Penguin, dalla splendida copertina arancione, e solo in seguito si concentrò sugli altri. Vide Joyce, Shakespeare, di nuovo Hemingway, Freud, Nietzsche, Bukowski, Jack London. Per l’ennesima volta si chiese chi avesse avuto il coraggio di abbandonare quei classici. Passò le dita sul segno di piega all’angolo di una pagina, dove qualcuno si era fermato prima di addormentarsi e, più avanti nel testo, su una piccola macchia bruna, una goccia di caffè. Forse i proprietari non se ne erano sbarazzati, erano semplicemente morti. Ma perché nessun parente lo aveva reclamato? In un mondo perfetto non sarebbe stato possibile comprare di seconda mano libri così belli. Girò il volume per leggerne il prezzo e s’indignò al pensiero dei venti euro che le persone pagavano per l’ultimo thriller del momento, le stesse persone che abbandonavano i migliori romanzi del mondo, adesso quotati come un caffè da Starbucks.

 

Il vero romanzo stile Las Vegas Edizioni dalla narrazione diretta e realista; troverete dentro tutta una generazione di giovani che hanno cercato fortuna all’estero, che hanno costruito un castello di certezze su una base così fragile da iniziare a piegarsi quando un evento, una riflessione, spostano l’attenzione, spingono a cambiare il punto di vista a fare i conti con se stessi e con la propria interiorità.

Perché gli eventi sono spesso come biglie su un piano inclinato, scivolano inesorabilmente, tutto sembra precipitare vorticosamente e non si può far altro che lasciarsi travolgere…o forse no?