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La bocca delle carpe Conversazioni con Amélie Nothomb

– Sul ruolo dello scrittore, in Libri da ardere lei afferma: ‘La gente è la stessa che si tratti di leggere o di vivere: egoista, avida di piacere e ineducabile. Non spetta allo scrittore lamentarsi della mediocrità dei suoi lettori: li deve prendere come sono. Se può ancora
concepire l’idea che riuscirà a cambiarli – se riesce ancora a concepire una cosa simile nonostante la guerra – ebbene allora il romantico imbecille è lui, e non chi ama leggere Blatek. ‘ È dura! 

– È quello che penso! Sono molto pessimista. Sono una pessimista allegra, nel senso che sono un essere gioioso nonostante tutto. Diciamo che sono briosa per temperamento e pessimista per profonda convinzione.

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“…è possibile non amare i miei libri e andare perfettamente d’accordo con me.”

Michel Robert, scrittore e artista visivo, grande estimatore di Amélie Nothomb, raccoglie in questo libro una serie di conversazioni avute in anni passati con l’autrice belga. Scopriamo così le passioni di Amélie, i suoi gusti, la sua idea della solitudine, della sessualità, dell’amicizia e dell’amore inteso come ossessione assoluta. Ne ripercorriamo la vita, l’infanzia, le relazioni familiari, i suoi spostamenti nel mondo, dal Giappone all’Europa… Il ritratto di una donna straordinaria e affascinante, capace di confessare le proprie debolezze e ridere di sé stessa, di una scrittrice tanto sconcertante quanto ormai imprescindibile: 27 romanzi all’attivo, tradotta in 45 lingue, e la sorprendente cifra di 16 milioni di copie vendute nel mondo.

Una lettura unica e innovativa quella proposta da Voland, un’intervista, una conversazione, un incontro, il racconto di una persona, di una donna, di una scrittrice, di un tutto unico in modo diretto, senza filtri. Tutti noi lettori vorremmo avere l’occasione di prendere un caffè con i nostri scrittori preferiti e chiacchierare di temi seri e faceti, di farci aprire la porta della loro essenza e al contempo spalancare gli orizzonti delle nostre percezioni. Amélie è spumeggiante e allo stesso tempo malinconica, ha una chiave per decodificare il reale totalmente unica e spesso spiazzante.

– Dentro di me è profondamente radicato il culto della bellezza. Mi creda, amo la bellezza più di ogni altra cosa. Ma la mia interpretazione di tale culto passa attraverso una certa ossessione per il ripugnante. Sono giunta alla conclusione che il bello possiede una qualità che non si esprime mai in modo tanto intenso quanto attraverso il suo contrario.
– Ma insomma, che le salta in mente!
– Perché dovrei negare che sono un essere perverso e che queste cose attirano? Spiego sinceramente questa attrazione, o meglio, questa specie di ossessione per il ripugnante con il fatto che in fondo sono attratta dall’estrema bellezza.
(Silenzio)
Mi dispiace deluderla.
– Non mi delude, sto riflettendo. Talvolta, le cose più brutte diventano per lei le più belle.
– Non direi belle, ma diventano attraenti per eccesso di bruttezza. Ricordo di aver visto in tram una donna talmente brutta da avere voglia di congratularmi con lei. Ho pensato: si è dovuta impegnare parecchio per diventare così! Era un capolavoro. Che trovavo molto superiore a quella specie di bruttezza mediocre riconoscibile ovunque per le strade.

Scopriamo di lei aspetti unici, come il suo amore per la musica, Nemmeno il libro più straordinario produrrà una reazione tanto universale come la musica. Scrivo libri perché non so scrivere musica, e  ci trasferisce il suo profondo realismo.

La amerete o la odierete, non ci sono sfumature possibili, per me che la amo molto questo è stato davvero un grande regalo letterario che vi consiglio di leggere solo dopo aver prima conosciuto la scrittrice attraverso i suoi lavori, sono certa che ve ne innamorerete.