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di terra, di mare, di cielo

Leo e Bart vivono a Torino da sempre. Si sono spostati in un bilocale da quando la figlia Sarg è diventata indipendente. È una tranquilla domenica di primavera quando, legato ad un lenzuolo rosso, piove sul loro poggioletto Saro. Perché? Sarà lui stesso a trovare le parole per spiegarlo. Sarg rimarrà così colpita dal suo racconto che, a sua volta, lo condurrà per la città, a passeggiare nella sua vita. Anche Leo e Bart decideranno di uscire per ritrovare qualcosa che non facevano da tempo. Ma la vita riserva sorprese ed imprevisti. Nelle loro vite capita Gian, che costringe Bart e Leo, Sarg e Saro, ma anche Lena, a guardarsi dentro ed affrontare le proprie paure più profonde e nascoste. Fino a trovare un nuovo tempo insieme. Un romanzo che parla di legami, partenze, ritorni a casa, di ritrovare se stessi e il proprio posto nel mondo.

INGREDIENTI
un lenzuolo rosso, Torino, Venezia, un’isola nel mar Mediterraneo, amori diversi, diversi modi di amare, coraggio, follia, sofferenza, foglie, onde, orizzonti, fogli di giornale, desiderio di volare, distanze, vestiti cuciti addosso da altri.

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Alla fine credo di averti amato, di quell’amore che svuota il cuore invece di riempirlo, che si veste di carezze ma indossa un abito sdrucito, credo di averti amato senza concedermelo mai perché sapevo che tu non me lo avresti concesso. 

 

Parlare di questo romanzo mi emoziona molto perché si tratta di un esordio editoriale per una casa editrice, tutta al femminile, che ha un manifesto unico:

Manifesto Biplane Edizioni 

Raccontiamo storie… Storie che siano “food for thoughts”, che facciano pensare, immaginare, viaggiare, scoprire. Pubblichiamo libri “impastati” di vita e nella vita. Che tolgano pesantezza e restituiscano leggerezza, intesa alla Italo Calvino (“Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”).
Cerchiamo voci, storie, stili, punti di vista. Sperimentiamo, anche. Non seguiamo le mode perché pensiamo siano prive di personalità. Noi abbiamo la nostra (anzi: le nostre) e, con il nostro esempio, vogliamo ricordare che ognuno di noi ha la propria. Abbiamo bisogno di persone che liberamente esprimano chi sono e in cosa credono. Solo così il mondo diventa vario, vitale e veritiero. Scegliamo cosa pubblicare solo e unicamente in base ai nostri gusti. I nostri giudizi sono liberi e indipendenti.
Non vogliamo piacere a tutti. Non siamo neanche “di nicchia”. Vogliamo che i nostri libri durino nel tempo (come il materiale sui quali sono stampati) lascino qualcosa (un’emozione, un ricordo, una frase sottolineata, un linguaggio nuovo, un’immagine, una sensazione). I titoli non saranno molti… ma i bagagli con i quali viaggiano sì! Avete spazio?
Investiremo su emergenti: l’obiettivo è che almeno il 50% delle nostre pubblicazioni siano sempre rappresentate da esordienti. Non vediamo l’ora di scovare talenti!

 

In questa storia ci sono tutti gli elementi del romanzo di formazione contemporaneo: imprevisto, riscoperta di sé, viaggi e sentimenti. Ci si ritrova in una grande famiglia di personaggi che piano piano, a volte in modo rocambolesco, trova il suo posto nel puzzle del racconto per portarci a riflettere fino in fondo tra un sorriso e una lacrima, tra una scelta sbagliata e un percorso giusto. Questo libro non è la risposta, ma la ricerca; non è la chiave, ma la strada. Ciascuno può coglierne sfumature personali e percepirne sensi più intimi. Un romanzo di oggi, fatto di quello che siamo adesso, di quello che ci circonda, che c’è e che potrebbe esserci senza moralismi, ma fotografando il reale nella sua verità.

Erano vere le nostre promesse, anche se a volte le promesse non bastano,però ricorda che ci credevamo davvero, che il mondo poteva essere nostro.

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