Pubblicato in: Recensioni

Niente caffè per Spinoza

“Qualcosa di indefinibile legava quei volumi, erano come segnali che il Professore aveva bisogno, periodicamente, di controllare. Lì prendeva fra le mani e faceva frullare le pagine, con quel gesto consueto. Sempre più spesso. Chissà perché lo faceva, forse era un sistema suo per richiamare alla memoria il Conte. In ogni caso era chiaro che ogni giorno qualche libro si spostava o finiva sugli altri, sdraiato come un soldato colpito in battaglia.”

Titolo: Niente caffè per Spinoza
Autore: Alice Cappagli
Editori: Einaudi

Sinossi
Lei gli legge i filosofi e gli riordina la casa, lui le insegna che nei libri si possono trovare le idee giuste per riordinare anche la vita. Perché lui è un anziano professore capace di vedere nel buio, lei una giovane donna che ha perso la bussola. Quando all’ufficio di collocamento le propongono di fare da cameriera e lettrice a un vecchio professore di filosofia che ha perso la vista, Maria Vittoria accetta senza pensarci due volte. Il suo matrimonio sta in piedi «come una capannuccia fatta con gli stuzzicadenti» e tutto, intorno a lei, sembra suggerirle di essere arrivata al capolinea. Il Professore la accoglie nella sua casa piena di vento e di luce e basta poco perché tra i due nasca un rapporto vero, a tratti comico e mordace, a tratti tenero e affettuoso, complice…

RECENSIONE

Niente caffè per Spinoza, è un libro poetico e a tratti commovente, che ci racconta della mente fervida di un anziano cieco. Un vecchio professore che amava fotocopiare più volte la stessa pagina dei pensieri di Pascal, per regalarla e questionarla con i suoi studenti o amici, ma credeva anche ai suggerimenti meteo di una porta che cigolava.

Lui, una persona delicata e signorile negli atteggiamenti, accoglie in casa, Maria Vittoria, una ragazza che aveva “perso la tramontana”, a causa di un marito poco presente e distacco. Tra i due nasce un bel rapporto di complicità e sincerità.
Un legame che aiuta entrambi: Marvi in quei libri riesce a colmare alcune sue lacune e a trovare lo spirito giusto per riorganizzare la sua vita, il Professore ad affrontare la morte.

In casa del Professore troviamo tanti scaffali colmi di libri che gli rendono meno solitaria l’esistenza; infatti secondo lui “i libri hanno un’anima, quindi sono indispensabili”.
Nonostante vedesse solo il buio conosceva la sua libreria a menadito, tanto da essere molto preciso nelle indicazioni che dava a Maria Vittoria, quando le chiedeva di prendere un libro.
E tra una spolverata e una minestra di zucchine, lei si ferma a portare in vita i suoi libri, leggendo i pensieri dei filosofi che riuscivano a risolvere le inquietudini del Professore. Maria Vittoria era i suoi occhi tanto che quando le descriveva cosa c’era fuori dalla finestra lui riusciva a dire: “bene, lo vedo anch’io”.
Tra i due si crea un’atmosfera speciale, e di collaborazione. Anche se, per Maria Vittoria il linguaggio nei libri filosofici era “un pezzo d’antiquariato”, non molla a comprenderli. Infatti, nonostante la vita le si era buttata addosso come un uragano senza avere il tempo di organizzarsi e riflettere, riesce a promettere al professore di rimettersi a studiare.

Nonostante il destino gli avesse tolto la vista, la cultura, i libri, gliela restituiscono tanto da riuscire a vedere cose che a molti sfuggono. L’età lo aveva reso permeabile alla vita, ma nelle pagine dei suoi amati filosofi riusciva a trovare un po’di sollievo.
L’ambientazione del libro è descritta talmente bene tanto da renderla ospitale al lettore, il quale riesce a percepire la vista del mare, a sentire il maestrale e a vedere le onde che cambiano colore.
Su uno sfondo ironico e ventoso di una bellissima Livorno, siamo spettatori di tenera intimità, che regala a noi lettori momenti di laboriosa interiorità, e una lenta dipartita di un uomo che non ha più voglia di riflettere sui pensieri degli amati filosofi. Tanto da regalare i suoi libri, svuotando la sua immensa libreria, che pare “una lenta emorragia di parole, sentimenti e desideri”.

Buona Lettura 📚

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