Pubblicato in: Segnalazioni

La Signora dei Baci, Luisa Spagnoli

Luisa Spagnoli, “Una pioniera tra i capitani d’industria […] “Infervorata, sembrava il capitano di un veliero che era appena uscito dalla tempesta, gli occhi mandavano lampi, la voce talmente alta da essere udita anche fuori dalla stanza”.

Edito:Graphofeel Edizioni
Autore: Maria Letizia Putti, Roberta Ricca

Sinossi
Luisa Spagnoli è stata un personaggio eccezionale nella storia italiana del novecento: fu un geniale capitano d’industria, fondò due marchi aziendali di primo piano come la Perugina e la casa di mode che porta ancora il suo nome. Fu una donna inquieta e creativa, capace di trasformare in oro tutto ciò che toccava: a lei dobbiamo l’invenzione del Bacio, e di molte caramelle e cioccolatini che ancora consumiamo quotidianamente. La sua fu una vita pubblica di successo, sorprendentemente poco nota, al pari della vita privata intensa e modernissima, veramente da romanzo. Questa biografia, arricchita da puntuali approfondimenti di storia sociale e di costume, vuole offrire un’immagine finalmente a tutto tondo di una tra le donne più brillanti della storia dell’imprenditoria italiana.

RECENSIONE

La cultura italiana è colma di storie meravigliose che raccontano di donne coraggiose, collocate in un contesto sociale difficile. La signora dei baci è una di quelle storie che dovrebbe far parte delle biblioteche scolastiche. È un racconto di passione, di abbandoni e di rinunce, approfondito da delicati cambiamenti sociali e di costume. Da queste pagine ne esce un messaggio importante: essere donna non è una limitazione ma un’opportunità.

Luisa, era nata in una famiglia con mille difficoltà, a rendere tutto più complicato fu la perdita del padre. La madre Maria vedova e con tre figli, fu impegnata ad adempiere mille mestieri per guadagnare qualche soldo: lavare i panni per le famiglie abbienti, fare riparazione sartoriali e ricamare corredi. La criticità in cui vivevano e la convinzione di portare i figli a una situazione migliore spinsero Maria a convivere con un uomo che frequenta. Ma come afferma Giovanni Pascoli : “Piove sul bagnato: lagrime su sangue, sangue su lagrime”. Infatti, Maria rimane incinta e oltre ad essersi rovinata la reputazione di donna onesta, fu costretta a subire le percosse e gli atteggiamenti maneschi del compagno, tanto da cacciarlo di casa.

Sono anni difficili per Luisa e i suoi fratelli, costretti ad abbandonare la scuola per aiutare a sostenere la famiglia. La nascita della sorellastra Gemma rende tutto più complicato; figlia bastarda, dai suoi cittadini non fu mai accettata e l’amore dei familiari non riuscì mai a colmare quella solitudine e quel continuo disprezzo nei suoi confronti.

Una realtà triste resa tale anche da una Perugia scura dai fumi dei camini, e da un sole talmente timido che non si faceva mai vedere, se no per pochi giorni in estate.
Sì aprono pagine dove con bellissime parole e aneddoti ci fanno conoscere una donna determina e curiosa sin da piccola. Luisa aveva un carattere impetuoso e audace tanto che fu una delle prime ad iscriversi nel club italiano “Soroptimist”, sostenendo l’emancipazione della donna, superando per quanto fosse possibile l’inferiorità sociale.

Il suo primo lavoro presso l’atelier Antinori, mette in evidenza la sua creatività. Infatti, quando accostava i colori dei tessuti raggiungeva il suo culmine: creare le procurava gioia.

Nonostante il lavoro in sartoria fosse talmente faticoso da massacrarle le mani, Luisa riusciva a trovare una nota piacevole. Dal laboratorio ascoltava i discorsi delle signore dell’alta borghesia, le risate e i profumi che indossavano. Tutto questo le permetteva di sognare, di fantasticare sulla sua vita futura e perché no, un giorno poter indossare anche lei tutto quel lusso. Infatti, era convinta di poter “riscattarsi dalla sudditanza e dalle ristrettezze in cui versava la famiglia”.

In questo libro, le autrici con sentita passione, evidenziano la sagacia di una donna che ha sempre compreso le esigenze dei lavoratori. Dapprima come dipendente facendo ottenere per sé e le altre operaie, condizioni lavorative ottimali; e in seguito come imprenditrice. Nonostante fosse severa e puntigliosa, Luisa teneva in considerazione i suggerimenti dei lavoratori, in modo da sostenerli quando era possibile. La sua preziosa figura era necessaria in azienda tanto da essere soprannominata “dama bianca”. Fu grazie a lei che gli operai usufruirono di premi aziendali. Infatti, Luisa “pensava che laddove il bene delle maestranze era tangibile, anche la produzione ne trovava giovamento”.

Una donna che ha saputo trarre dalla sua ardua vita una maturità da farla reagire, senza mortificarsi. Una mente talmente creativa da portare La Perugina, “un modello d’azienda modernissimo”, coinvolgendo anche i suoi figli, anch’essi pieni d’inventiva. Tanto da intraprendere parallelamente alla confetteria la filatura dell’angora.

“Una risorsa italiana che diede lavoro a tanti operari da impegnare sia nell’allestimento che nella lavorazione del pelo di coniglio”.

Luisa Spagnoli una donna che ha guidato un’azienda con maestria e soprattutto con nobili sentimenti.

Buona Lettura 📚

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