Pubblicato in: Segnalazioni

Il cuore delle ragazze arde più forte

Autore: Shobha Rao
Genere: Romanzo
Editori: Neri Pozza

Sinossi

Una volta al mese, la giovane Poornima sale al tempio sull’Indravalli Konda a pregare per la madre, spentasi dopo una lunga malattia. Sedici anni, la pelle scura come il cielo della notte e cinque fratelli più piccoli di cui prendersi cura, Poornima trascorre le giornate a filare seduta al charkha e a immaginare per sé un destino migliore di quello che ha approntato per lei suo padre. Uomo brusco e autoritario che appartiene alla casta dei tessitori, il padre la vorrebbe infatti maritata il prima possibile, poiché dopo la morte della moglie ha bisogno di nuove braccia che lo aiutino nella tessitura di sari. Un giorno, entrando in casa, Poornima scorge una ragazza seduta al telaio di sua madre: indossa un modestissimo sari di cotone e sull’avambraccio destro ha una grossa voglia rotonda. Eppure, quella giovane sconosciuta brilla di una luce speciale. Savitha, questo il nome della ragazza, ha tre sorelle minori che passano la giornata a perlustrare i mucchi d’immondizia per raggranellare qualche rupia, la madre fa le pulizie nelle case altrui e il padre, dopo anni di alcolismo, ha smesso di bere quando la sua artrite reumatoide si è aggravata al punto da impedirgli di reggere in mano un bicchiere. Eppure, nonostante questo, Savitha non perde mai il sorriso. Tra le due ragazze si instaura una profonda amicizia, un legame fortissimo che accende in entrambe la scintilla della ribellione al mondo che le vorrebbe miti e sottomesse. Fino a quando, una notte, Poormina viene svegliata da un gemito sommesso che arriva dal capanno della tessitura… Da questo momento, l’esistenza che le due ragazze hanno sempre condotto verrà spazzata via, e soltanto l’amicizia che le lega l’una all’altra saprà condurle, in un pericoloso viaggio attraverso un’India sconosciuta e spietata, verso le difficili prove che la vita porrà loro davanti. Sorprendente esordio letterario di una nuova, potente voce dell’India contemporanea, Il cuore delle ragazze arde più forte «esplora i legami dell’amicizia e il modo in cui l’ambizione femminile sia in grado di scontrarsi con le restrizioni dettate dalla povertà e dalle società patriarcali» (The Huffington Post), donando al lettore due eroine il cui sentimento della vita è così forte da non poter essere spento dalla crudeltà del mondo.

RECENSIONE

Nascere donna in India non è una condizione facile: le donne sono solo una maledizione! Vengono continuamente discriminate e sottomesse a violenze psicologiche e fisiche. Partendo dal fatto che sono esseri inferiori agli uomini, il loro compito è solo quello di sposarsi. I matrimoni sono sempre combinati, e i genitori devono procurarsi un’ingente dote per sposarle, tanto da indebitarsi. E se la dote non soddisfa i mariti le mogli vengono maltrattate pesantemente, inscenando incidenti domestici, con conseguenze molto gravi.

Una società, quindi, patriarcale e maschilista, una disparità di generare molto evidente, che troviamo raccontata e vissuta in queste pagine, da Poornima e Savitha.
Un romanzo potente, pieno di vessazioni e atrocità che non lasciano indifferente il lettore, tanto che lo stomaco si attanaglia come un pugno.
A volte ho preferito chiudere il libro per respirare, e ingoiare le lacrime in silenzio.

Poornima, è una ragazzina povera, ma Savitha lo è molto di più. Infatti, per racimolare qualche rupia trascorre le giornate tra i rifiuti putrefatti, ma non le permette di guadagnare a sufficienza, e non è quello che vorrebbe continuare a fare. Il suo desiderio è quello di stringere tra le dita il filo di cotone che avrebbe generato un sari.

“Ricorda ancora la sensazione delle capsule di cotone nelle sue manine di bambina e lo stupore che quell’assurdo batuffolo di lanugine, pieno di semi scuri e ostinati, potesse trasformarsi in una cosa bella, liscia, piatta e morbida come un sari”.

Ma non è possibile lavorare al charkha e al telaio perché la sua famiglia non possiede i soldi per sistemarlo. Ma un giorno allontanandosi dalla sua capanna e percorrendo il villaggio di Indravalli si affacciò ad un cancello. Ad attirare la sua curiosità fu l’aroma della stoffa nuova “un miscuglio di riso appena cotto, pioggia primaverile, legno di teak…”
Questa fu, esagerando un po’ con i termini, la sua “salvezza”. Savitha cominciò a lavorare nella famiglia di Poornima, al telaio che un tempo era occupato dalla madre, colmando così quel vuoto.

“Il modo in cui Poornima faceva muovere il charkha era come se non stesse affatto fabbricando filo, ma creando le storie più strane, i sogni più belli”.

Non fu facile per Poornima, andare avanti dopo la morte della mamma e a rattristarla di più era la consapevolezza che stava dimenticando la sua voce. Ma avrebbe sempre ricordato il delicato gesto che le aveva concesso mentre le pettinava i capelli. Il peso della sua mano posata sulla testa lo ricordava ancora, sembrava “il picchiettio della pioggia dopo una calda giornata estiva. Un peso così tenue e stanco, ma tanto carico di forza da pulsare nelle vene come sangue”.

Pagina dopo pagina ci inoltriamo in una lettura dolorosa, che ci prosciuga ogni tipo di sentimento, ma ci fa conoscere un’amicizia che scalda il cuore. Le protagoniste ci conducono nelle pieghe del proprio cuore ricordando alcuni episodi della loro infanzia, attraverso i quali spazzano temporaneamente il duro lavoro. Ma l’episodio che le proietta nella più totale disperazione è il matrimonio imminente di Poornima.
Staccarsi da Savitha sarebbe stato difficile per Poornima, lei rendeva ogni aspetto della vita interessante e meraviglioso, e guardare i suoi occhi pieni di gioia era come rafforzare la sua allegria: era il suo scudo.

Si apre un quadro triste e devastante: il destino di queste ragazze viene condannato ad una condizione di schiavitù e di umiliazioni. Offese, sputi, e maltrattamenti, che le costringono a diventare oggetto di tanti uomini, o mariti che infieriscono sessualmente con crudeltà.
Assistiamo, pagina dopo pagina, a uno scenario sconvolgente dove le piccole donne sono violate da padri di famiglia e da mariti. Oramai agli occhi degli uomini non sono altro che “cose da penetrare, da abitare per un po’, e poi da abbandonare”.

Un viso deturpato dall’olio bollente o una mano amputata, fanno volteggiare la vita di queste ragazze come il chakra. Nessuno ha mai dimostrato un vero interesse per Poornima e Savitha, erano solo merce di scambio. Come una “beedie”, (sottile sigaretta artigianale di trinciato avvolto in una foglia di tabacco intera), vengono passate da un uomo all’altro.
Ma ciò che le permette di sopravvivere è la purezza della loro amicizia.
Nonostante tutte queste disavventure l’atteggiamento di queste ragazze non è stato mai remissivo e afflitto, e quando quella fievole luce di sopravvivenza sembrava spegnersi il ricordo di una e dell’altra, e il rincorrersi sino all’altra parte del mondo per ritrovarsi, fa riaccendere quella fiamma.

Buona Lettura📚

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