Pubblicato in: Segnalazioni

Dove mi trovo

Dove mi trovo
di Jhumpa Lahiri
Editore: Guanda

Sinossi
Sgomento ed esuberanza, radicamento ed estraneità: i temi di Jhumpa Lahiri in questo libro raggiungono un vertice. La donna al centro della storia oscilla tra immobilità e movimento, tra la ricerca di identificazione con un luogo e il rifiuto, allo stesso tempo, di creare legami permanenti. La città in cui abita, e che la incanta, è lo sfondo vivo delle sue giornate, quasi un interlocutore privilegiato: i marciapiedi intorno a casa, i giardini, i ponti, le piazze, le strade, i negozi, i bar, la piscina che la accoglie e le stazioni che ogni tanto la portano più lontano, a trovare la madre, immersa in una solitudine senza rimedio dopo la morte precoce del padre. E poi ci sono i colleghi di lavoro in mezzo ai quali non riesce ad ambientarsi, le amiche, gli amici, e «lui», un’ombra che la conforta e la turba. Fino al momento del passaggio. Nell’arco di un anno e nel susseguirsi delle stagioni, la donna arriverà a un «risveglio», in un giorno di mare e di sole pieno che le farà sentire con forza il calore della vita, del sangue.

RECENSIONE
Dove mi trovo, è un libro che si articola come un diario, tanti piccoli capitoli proiettati nella vita quotidiana della protagonista, colmi di significato e di riflessioni.

La protagonista, si racconta confidenzialmente al suo lettore, parlando della propria solitudine, del suo rapporto con la città, che le calza come una pantofola perfetta, tanto che pensare di abbandonarla la turba. Ci racconta delle difficoltà a instaurare rapporti duraturi con amici, colleghi, e degli incontri casuali con un uomo, “con il quale avrebbe potuto avere una storia, magari una vita”.

La voce della protagonista di questo libro è una donna di quarant’anni, che non ha un nome, ma neanche la gente o gli amici che incontra in libreria o in piazza, lo hanno. Ah, neanche la città dove si sente fortemente aggrappata, ha un nome.
La quotidianità che condivide con il lettore si scandisce attraverso una narrazione delicata e piacevole. Con lei siamo sempre in continuo movimento, ma sempre di passaggio. È come un’ombra che vaga e anche se frequenta gli stessi luoghi, gli stessi spazi, subisce una metamorfosi, poiché quei posti, che adora frequentare, si trasformano, perché ad essere cambiata è lei. Ci incamminiamo tra le strade della sua città, la quale d’estate si spopola e ai suoi occhi “deperisce come una persona anziana, un tempo abbagliante, prima di spegnersi quasi completamente”. La città è teatro di incontri, di ricordi, di storie che immagina incrociando coppie o persone sul suo cammino. Ma anche di riflessioni sul presente, sul proprio trascorso, e sulla sua solitudine: “una compagna confortevole”. Nonostante la sua vita solitaria sia avvolta da silenzi, sentirsi padrona dei propri spazi la rassicura.
Ama rifugiarsi in luoghi che nascondono vite segrete, come il museo dedicato alle case antiche.
La stanza della consorte di un imperatore è quella che più le piace, tanto da accomodarsi su una panchina e contemplare la sua piena bellezza e a osservare il sole che “attraversa il tetto di vetro e filtra la luce, cambiando le sfumature degli alberi e dei cespugli”. È un’immagine che le fa pensare al mare, quel mare che quando è in agitazione la rasserena. Quando va in piscina si sente lontana dalla sua esistenza, la sua mente è senza pensieri, ma quando si incontra negli spogliatoi con le altre donne, dove si vedono nude mostrando cicatrici e lividi, i pensieri riemergono.

“L’acqua della piscina non è poi così limpida. Sa di dolore, di angoscia, è contaminata”.

Per scelta o per destino, ma come tiene a sottolineare per “disciplina”, la protagonista afferma che fare la solitaria è “un mestiere”. A differenza di sua madre che la preservava dalla solitudine come se fosse “un incubo o una vespa”, lei ama stare sola e essere padrona del suo tempo. Quel tempo che assume le sembianze di una marea che si allontana ma poi ritorna, ma il posto in cui riemerge non è sempre lo stesso.

“Ad ogni mutamento di posto io provo un grande enorme tristezza. Non maggiore quando lascio un luogo cui si connettono dei ricordi o dei dolori e piaceri. È il mutamento stesso che m’agita come il liquido in un vaso che scosso s’intorpida. (Italo Svevo)

Purtroppo non ci sono spunti positivi nella sua infanzia. Con la madre ha sempre avuto un rapporto conflittuale e al padre nonostante sia morto non gli perdona il ruolo da vittima che si era cucito addosso. Il fatto di non averla mai protetta e di non essersi intromesso l’ha sempre delusa. L’unica cosa che li legava era la passione per il teatro, quel luogo li teneva al buio, una condizione che a lui tanto piaceva.

Con delicatezza, l’autrice ci delinea una donna fragile, che nonostante appaia scontrosa si sente a disagio in ogni situazione, a cena con amici, tra i colleghi, non riuscendo a relazionarsi e a partecipare come vorrebbe. Perché non ha trovato ancora una sua posizione tra gli altri e nel luogo in cui vive. Preferisce stare nell’ombra, fuori dalla luce, forse perché le “manca l’ombra favorevole di qualcuno”. Ma un nuovo cielo l’aspetta nonostante sia sempre allacciato a quello della sua città, perché una nuova esperienza la spinge “oltre la corazza della sua vita”.

“Perché alla fine l’ambientazione non c’entra nulla: lo spazio fisico, la luce, le pareti. Non importa che sia sotto un cielo o sotto la pioggia o nell’acqua limpida in estate. In treno o in macchina, sull’aereo tra le nuvole sconnesse, sparse come un branco di meduse. Altro che ferma, sono sempre in movimento, in attesa o di arrivare o di rientrare, oppure di andare via…”

Buona Lettura 📚

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...