Pubblicato in: Segnalazioni

Il Sognatore

Fazio Editori

Sinossi
È il sogno a scegliere il sognatore, e non il contrario: Lazlo Strange ne è sicuro, ma è anche assolutamente certo che il suo sogno sia destinato a non avverarsi mai. Orfano, allevato da monaci austeri che hanno cercato in tutti i modi di estirpare dalla sua mente il germe della fantasia, il piccolo Lazlo sembra destinato a un’esistenza anonima. Eppure il bambino rimane affascinato dai racconti confusi di un monaco anziano, racconti che parlano della città perduta di Pianto, caduta nell’oblio da duecento anni: ma quale evento inimmaginabile e terribile ha cancellato questo luogo mitico dalla memoria del mondo? I segreti della città leggendaria si trasformano per Lazlo in un’ossessione. Una volta diventato bibliotecario, il ragazzo alimenterà la sua sete di conoscenza con le storie contenute nei libri dimenticati della Grande Biblioteca, pur sapendo che il suo sogno più grande, ossia vedere la misteriosa Pianto con i propri occhi, rimarrà irrealizzato. Ma quando un eroe straniero, chiamato il Massacratore degli Dèi, e la sua delegazione di guerrieri si presentano alla biblioteca, per Strange il Sognatore si delinea l’opportunità di vivere un’avventura dalle premesse straordinarie.
Il sognatore, primo capitolo della nuova duologia di Laini Taylor, già autrice dell’acclamata trilogia La chimera di Praga, non fa che confermarne il grande talento narrativo. In un mondo fantastico e allo stesso tempo perfettamente credibile, abitato da personaggi indimenticabili, il lettore è chiamato a seguire il sogno di Lazlo Strange, perdendosi con lui tra realtà e magia, amore e violenza, terrore e meraviglia.

RECENSIONE

Il Sognatore è il primo volume della duologia di Laini Taylor, una storia ricca di personaggi indimenticabili.

Leggere questo libro è stato come esplorare e vivere all’interno di un sogno fantastico, assistere a chimeriche fantasie, dove non vi è logica ma solo illusione. È descritto talmente bene da poter interagire con i personaggi. I dialoghi sono talmente intensi nel libro che mi hanno permesso di vedere i protagonisti mentre chiacchierano o pensano, una comunicazione perfetta che aiuta a comprendere le emozioni e i caratteri.

L’autrice conduce, a tratti, il lettore, in un’epoca passata fatta di crudeltà: l’eccidio degli umani compirono sui figli degli dei; ma con una luce di speranza proietta verso un futuro migliore.

Le fiabe non sono solo per i bambini, sono preziose anche per gli adulti tanto da accendere la luce dell’immaginazione e dei sogni. La magia che ho trovato in questo libro è reale, gli incantesimi, i miti e le leggende, mi hanno catturato e rubato il sonno, sono stata intrappolata in questo mondo fiabesco. Dove anche l’arredamento è strepitoso: le porte della biblioteca sono enormi e gli accademici sono soliti a richiuderle silenziosamente per non disturbare e smorzare quel religioso silenzio, interrotto solo dal fruscio delle pagine girate; i lumi sono pietre scavate perennemente illuminate… Siamo difronte ad un racconto dove mostri dal sangue rosa hanno il potere di donare l’immortalità, e personaggi dalla pelle blu e dai prodigiosi poteri rendono preziose queste pagine trasportando il lettore a soffermarsi su svariati punti di riflessione, tra i quali quello della “tolleranza”. Diventa difficile alzare lo sguardo durante la lettura, soprattutto quando si colgono temi importanti come: la solitudine, la diversità, la vendetta e la violenza. Ma è bello, tanto da farci sorridere, quando l’autrice ci regala pagine colme di sentimenti, come l’amore e il desiderio del primo bacio.

Nessun bambino è nato per diventare orfano e nessun Monaco per diventare bambinaia.”
Ma un giorno, quando Zosma, fu colpita da una devastante guerra, i villaggi e le campagne furono saccheggiati e bruciate, sui carri rimasti furono fatti salire numerosi orfani da portare nei conventi e monasteri, tra i quali Lazlo Strange, protagonista, della storia. Lazlo, era un ragazzo intraprendente che preferiva stare per i fatti suoi, lontano da una “vita che lo pressava come un paio di scarpe strette.” Pur avendo modi gentili e raffinati, si sentiva un guerriero, uno dei più feroci: un Tizerkane. E quando giocava nel frutteto con nemici immaginari, conosciuti nelle storie raccontate dal monaco Cyrus, impugnava la sua spada, fatta di rami di melo, e dotato di fervida immaginazione creava antiche guerre: “una montagna fatta di ossa fuse di demoni e la città che sorgeva dall’altra parte… una città che scomparsa nella nebbia del tempo”.

Lazlo amava ascoltare le storie “con l’avidità di un cactus che beve la pioggia”, e una volta diventato bibliotecario viene destinato alla Grande Biblioteca di Zosma.
Zosma, era una città “cinta da mura per poeti, astronomi e ogni altro genere di pensatori”; un luogo grandioso e pieno di cultura. A catturare l’attenzione del nostro amico fu il Padiglione del Pensiero, nella quale erano custoditi i testi filosofici.

“La Grande Biblioteca non era soltanto un luogo in cui si custodivano libri. Era una città cinta da mura per poeti, astronomi e ogni altro pensatore […] Gli scaffali si ergevano alti più di dieci metri sotto uno stupefacente soffitto affrescato e i dorsi dei libri rilucevano nel cuoio colore gioiello, la foglia d’oro luccicante nella luce giocava dei lumi come gli occhi di animale.”

In quella biblioteca, Lazlo era come “un viaggiatore in una foresta incantata”, e risvegliando i libri da strati di polvere, alimentava la sua sete di conoscenza leggendo fiabe che abbracciavano il mondo intero e anche la città invisibile di Pianto. La biblioteca lo aveva rapito! Leggeva sempre, mentre camminava, mentre mangiava, a volte non dormiva affatto. Era diventato Strange il Sognatore: “testa tra le nuvole, mondo tutto suo, fiabe e fantasia”. Si era scoperto ricco, aveva tanti libri. Questa sua passione lo avevo portato a scriverne alcuni, utilizzando la carta buttata nei cestini dagli studiosi o recuperando inchiostro gettato via dagli stessi. La legatura dei suoi libri non era in foglia d’oro su cuoio, ma era fatta con lo spago. Essendo un sognatore vestiva il suo sogno come una seconda anima, ma “è il sogno a scegliere il sognatore, non il contrario!”

Ma un giorno la sua vaghezza di sognatore si arricchisce con una forte intensità da cercatore. Orizzonti invece di libri.
“Un uomo dovrebbe avere le zampe di gallina per aver scrutato troppo l’orizzonte, non soltanto per aver letto con poca luce”.

Buona Lettura.

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