Pubblicato in: Segnalazioni

Notturno di cuori

Editori: Mondadori

Sinossi

Isabel Delancey, violinista di talento, ha avuto tutto dalla vita, ma quando il marito muore improvvisamente, lasciandola piena di debiti, la sua esistenza cambia drasticamente. Costretta a trasferirsi insieme ai figli in una fatiscente casa nel Norfolk, dovrà affrontare ogni sorta di difficoltà, ma scoprirà dentro di sé una forza e un istinto di sopravvivenza che mai avrebbe immaginato di possedere. E riuscirà ancora a suonare gli accordi più segreti del suo cuore.

RECENSIONE

Ambientato in un minuscolo angolo dell’Inghilterra, Norfolk, siamo difronte ad una storia di frustrazione e invidia. Ma attraverso una scrittura raffinata e sensibile questo romanzo toccherà dolcemente le corde del nostro cuore, come Isabel fa col suo violino, producendo un suono unico e armonioso, che racconta il suo stato d’animo.

I tanti personaggi e avvenimenti, che ho incontrato, hanno renso la narrazione vivace e profonda, coinvolgendomi emotivamente. Una trama interessante che lega le vicissitudini dei protagonisti intorno alla conquista di una “casa”, evidenziando come essa sia un luogo dove risiede amore e conforto, e dove si serbano ricordi, odori e sensazioni che ci accompagneranno per tutta la vita.
In una piccola comunità dove tutti conducono una vita isolata, vi è, situata in un bosco, una vecchia casa. Nonostante il tempo e la trascuratezza l’abbiano resa spettrale, “scrostata della vernice come se non avesse più tempo né voglia di far prova del suo grandioso passato”, non ha perso il suo fascino e la sua eleganza.

La casa è immersa nella natura affacciata su uno specchio d’acqua, ogni singola finestra offre una meravigliosa vista, regalando agli occhi un tramonto che si riflette nel lago.

“Il lago, misteriosamente immobile, rifletteva il grigiore morbido del cielo e le sponde dolci disegnavano una linea sinuosa e verdeggiante sul limitare del bosco. Un antico meraviglioso bosco di querce e pini, le cime degli alberi che in lontananza sfioravano l’orizzonte della valle, i colori che si fondevano in una sorta di foschia impressionante. La casa riusciva ad essere superba e intima, rustica ma con un tocco di formalità, abbastanza lontana dalla strada da offrire totale riservatezza, eppure con un viale d’accesso decoroso…”

Isabel, una violinista di successo, è l’unica ad avere la passione per la musica. I suoi figli non posseggono la sua stessa inclinazione, pertanto dopo la morte del marito, per far fronte ai debiti, che le ha lasciato, non è intenzionata a vedere il suo Guarnieri. Non vuole spezzare il cuore dei suoi figli e tantomeno il suo, tutto ciò la tormenta, ma presto dovrà prendere una decisione! È talmente stanca e sconfortata da tutta questa situazione che vuole solo “sprofondare nei cuscini consumati del suo divano e chiudere gli occhi.”

Purtroppo, non vi è niente di poetico nel dolore, spesso è talmente forte che ti travolge come uno tsunami, trascinandoti nella disperazione. Questo è ciò che succede a Isabel!

Il marito, le mancava da toglierle il fiato, le sue mani non l’avrebbero più stretta e accarezzata. Una percezione della perdita che dopo nove mesi la colpiva sempre più forte e non le dava tregua. Ma quando tutto sembrava annientarla, ecco che a salvarle la vita fu una lettera che l’avrebbe allontanata dal luogo dove la mancanza del marito la perseguitava.

Per Isabel, e i suoi figli incomincia un nuovo inizio, nel Norfolk in una casa ereditata da un prozio.
L’avventatezza della sua scelta, di trasferirsi in un nuovo posto, lontano da Londra, conduce Isabel ad affrontare una serie di problemi e dissapori nel rapporto con i suoi figli, rendendola ancor più infelice.
Isabel, affronta la sua infelicità con la musica. Infatti, quando la notte raggiunge il culmine della disperazione, suona.
Il bosco diventa per lei un luogo di pace e solitudine, tanto da cambiarle l’umore, quel paesaggio impara a conoscere le sue emozioni, tanto da “rimandarle il riflesso della sue stesse sensazioni.”

“Le note prendevano vita da solo, profonde e appassionate, a lei sentì riecheggiare nella campagna gelida, trasportate dall’aria morbida e muta, sulle ali degli uccelli acquatici.”

Notturno di cuori è un delicato romanzo, a volte un po’ ripetitivo, ma dalla trama interessante che racconta la storia di una donna che ha rivalutato la sua esistenza mettendo da parte la sua fragilità, affrontando il dolore attraverso le lacrime e dando spazio ai sogni.
Con determinazione riuscirà a fortificare il legame con i supi figli, riscoprendo insieme la gioia di vivere, grazie anche alla lealtà della comunità, pronta ad accoglierli e a difenderli dinnanzi alle ingiustizie.
Infine, il contesto paesaggistico descritto è fantastico, l’autrice riesce a far cogliere al lettore tutto ciò che il bosco offre agli occhi di chi l’osserva, percependo la foschia e il battito d’ali degli uccelli.

“Quando ero piccola, pensavo che una casa fosse solo una casa. Un luogo dove si mangiava e si giocava e si litigava e si andava a dormire, quattro mura tra le quali si portava avanti la faccenda del vivere. Non le ho mai attribuito chissà quale importanza. Con il passare del tempo ho capito che una casa poteva essere molto di più: poteva essere l’apice di un desiderio, un riflesso di come la gente vedeva se stessa, di come voleva vedere se stessa; poteva indurre le persone a fare cose che procuravano loro disgrazie o disonore. Ho capito che una casa, nient’altro che mattoni, malta, legno tutt’al più un pezzetto di terra, poteva diventare un’ossessione. Quando lascerò casa mia, andrò in affitto.”

Buona Lettura.

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