Pubblicato in: Recensioni

La libreria dove tutto è possibile

Editori: Garzanti

Sinossi

Nel cuore di York, nel Nord dell’Inghilterra, c’è una piccola e fornitissima libreria. È il rifugio preferito della giovane Loveday Cardew. L’unico luogo che sia mai riuscita a chiamare casa. Solo qui si sente al sicuro. Solo qui può prendersi cura dei libri proprio come i libri si prendono cura di lei. Perché è attraverso le loro pagine che la giovane libraia riesce a comunicare le emozioni e i sentimenti più profondi: la solitudine di Anna Karenina; la gioia di vivere di La fiera della vanità; le passioni travolgenti di Cime tempestose.
Fino al giorno in cui comincia a ricevere misteriosi pacchi ricolmi dei libri con cui è cresciuta, e inizia a pensare che qualcuno stia cercando di mandarle un messaggio. Qualcuno che, forse, la conosce bene e che conosce anche la sua infanzia, divisa tra una madre assente e una donna che ha cercato di esserne il sostituto. Un’infanzia piena di ricordi difficili. Loveday non ha la minima idea di chi possa essere e del motivo per cui il misterioso mittente si ostini a non lasciarla in pace. Sa solo che non può più continaure a nascondersi e a fare finta di niente: se vuole costruirsi un futuro diverso, migliore, deve affrontare il passato che ha fatto di tutto per lasciarsi alle spalle. Al suo fianco, pronto ad aiutarla a raccogliere tutto il coraggio di cui ha bisogno, c’è il brillante e dolcissimo Nathan, poeta in erba, l’unico che sembra conoscere la strada per arrivare al suo cuore. A poco a poco, con i suoi versi pieni di speranza, riesce a scalfire il guscio che Loveday si è costruita intorno e a regalarle la promessa di una felicità che lei, in fondo, non vede l’ora di afferrare.

Recensione

“Un libro è come un fiammifero nell’attimo fumante tra lo strofinamento e la fiamma. Archie sostiene che i libri siano gli amanti migliori e gli amici più stimolanti. Ha ragione, ma ho ragione anch’io. I libri possono farti veramente male.”

In questo romanzo ogni parola ha un significato particolare, carica di emozione, e da ogni pagina traspare l’odore di Patchouli che conservano i libri; perché la libreria “Giro di Parole” è un rifugio dove poter trovare conforto e sentirsi al sicuro.
Ambientato nella città di York, l’autrice ci racconta la storia di una giovane libraia: Loveday.

La nostra protagonista, ama oltrepassare la porta di “Giro di Parole, “ la libreria odora di carta e di fumo di pipa…c’è qualcosa nello stare in piedi circondata dagli scaffali che mi fa pensare di trovarmi in una foresta.” Avendo difficoltà a comunicare con le persone, Loveday trova riparo nei libri, solo leggendo riesce a trovare una via di fuga e a esternare le sue emozioni: “ La solitudine di Anna Karenina; la gioia di vivere di La fiera della vanità; le passioni travolgenti di Cime tempestose.”

Prima che nella sua famiglia si scatenasse l’inferno, i rapporti in casa erano sereni e colloquiali come “un dolce mormorio simile al rumore del mare”, ma purtroppo il sapore di vita felice che si respirava viene distrutto da un padre troppo violento e da una madre che non intendeva fargli del male…
Dopo il grave episodio, il percorso di Loveday non e semplice, vittima di bullismo e obbligata a vivere in una casa sconosciuta, si chiude in se stessa, e l’unico conforto lo trova leggendo e scrivendo poesie.
Sia nei momenti belli che bui ripete sempre a se stessa che: “I libri mi conoscono e mi fido di loro”.
Niente era facile per la giovane libraia, ogni tanto cercava di riscaldare il suo cuore ricordando la sua mamma, ma era doloroso, “ Pensarla aveva lo stesso calore del dolce di Pan di zenzero, la stessa piacevolezza del ritrovamento di una conchiglia perfetta sulla spiaggia.”
L’autrice racconta una storia di ferite e di ricordi difficili, affrontando temi importanti e autentici, come la violenza domestica, il bullismo e l’affido, attraverso una scrittura ironica in modo da sopportare la sofferenza e la vita dolorosa di Loveday.
La vita della protagonista è stata piena di ostacoli, ma con grande coraggio e umiltà è riuscita a superare ogni pena. La vecchia felicità, che un tempo aleggiava nella sua famiglia, resta impressa nelle foto scattate sulla spiaggia, nei biglietti d’auguri e nei libri che sua madre acquistava. Quei libri smarriti, ma che a distanza di anni venivano recapitati nella libreria Giro di Parole.
I libri, sono “un posto per far scatenare e far giocare la mente e il cuore”, e in questo meraviglioso libro sono messaggeri per riallacciare rapporti ormai perduti.

“Detesto parlare. Ecco perché amo la poesia, almeno credo. Un minimo di parole. Non puoi discutere con una poesia, è sbagliato interromperla.”

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