Pubblicato in: Recensioni

fiore frutto foglia fango

Editore: NN Editore

Sinossi

Ray, il protagonista di questo libro, è un uomo di quasi sessant’anni che vive, isolato da tutti, nella casa del padre, in una cittadina sulla costa irlandese. Un giorno, in un moto d’impulso, decide di adottare un cane impaurito, malandato e privo di un occhio. Con il suo nuovo compagno di vita, Ray riesce per la prima volta ad aprirsi, a scardinare la solitudine, in un dialogo serrato dove ripercorre la sua esistenza, dall’infanzia alla scomparsa misteriosa della madre. Quando Unocchio, però, azzanna un altro cane del paese, i due sono costretti alla fuga e si mettono in viaggio alla ricerca della libertà e della speranza. Con una musica composta di parole, colori, profumi ed emozioni, Sara Baume ci consegna un romanzo sull’amicizia tra un uomo e un cane, un’alleanza che si rinsalda giorno dopo giorno grazie a fiducia e compassione, in un inno appassionato alla stupefacente bellezza del mondo.

RECENSIONE

Ho trovato questo libro intenso e malinconico, l’autrice attraverso una scrittura poetica racconta una storia di solitudine ed emarginazione.
Ray, un uomo di quasi sessant’anni vive solo nel disordine della sua casa e dei suoi pensieri; pensieri pieni di rancore che solo ascoltando i rumori della natura riesce ad imbavagliare.
La natura è onnipresente nella narrazione, infatti lo notiamo già dal titolo “fiore frutto foglia fango”, elementi che richiamano le quattro stagioni, e che accompagneranno Ray in questa storia di amicizia.
Ogni pagina è carica di mille odori, colori e suoni, l’autrice, sicuramente un’appassionata della natura, descrive alla perfezione e nei minimi particolari i continui cambiamenti del paesaggio. L’utilizzo delle parole trascina il lettore ad entrare in armonia e a palpitare la vita presente in essa, sembra quasi un’ambientazione fiabesca dove non è difficile immaginare un piccolo sole nascosto dietro una nuvola di pioggia, o la foresta invasa da campanule; seduti in silenzio possiamo percepire il rumore dei rami secchi e nudi quando si urtano schioccando, o le onde che si infrangono.

“In inverno, quando sale l’alta marea e riporta a riva tutto quello che al mare non serve. Nell’incertezza della vita, l’unico rifugio sicuro sembra essere quella grande distesa d’acqua.”

Ray, non ha vissuto al massimo la sua vita, vittima dell’assenza della madre, non ha conosciuto il privilegio di potere avere entrambi i genitori, è cresciuto solo col padre, una figura ingombrante. Dal carattere solitario, ha trovato rifugio nella natura e nei libri, infatti gli unici posti dove è stato e le uniche persone che ha conosciuto le ha trovate solo attraverso la lettura.
Un giorno dietro la vetrina di un rigattiere, “un minuscolo rifugio di imperfezioni”, Ray resta colpito dalla foto di un cane col un muso straziato e sotto la scritta ”CERCASI PROPRIETARIO PAZIENTE E COMPRENSIVO NO ALTRI ANIMALI O BAMBINI SOTTO I QUATTRO ANNI.”
“Tu sei appiccicato con lo scotch nell’angolo più basso. La tua foto è bella meno nitida e il tuo musone il più raccapricciante. Devo chinarmi per osservarti meglio e mentre mi muovo l’ombra si sposta e scherma la vetrina, che rimanda la mia immagine riflessa. Vedo la mia testa sbucare dal tuo dorso come una curiosa escrescenza. Vedo la mia faccia straziata fare mestamente capolino dal nero.”

D’impulso decide di presentarsi al canile e adottarlo. Nonostante il cane sia malandato e veda da un solo occhio, tra i due nasce un legame profondo di sguardi e complicità, forse perché entrambi vivono la stessa solitudine?
L’autrice attraverso una scrittura suggestiva, ci racconta una delicata storia d’amicizia fatta di passeggiate, confidenze e smancerie. Il rapporto diventa talmente speciale che Ray si racconta al suo cane senza misurare le parole, e quando gli parla, Unocchio inclina la testa a sinistra, “come se inclinato il mondo acquistasse più senso”.
Occuparsi di lui non è facile, infatti “è come coltivare una pianta di ortiche in un grazioso vaso di porcellana annaffiarla e portarne i rami cattivi anche se mi punge crudelmente la pelle finché sono tutto gonfio e arrossato, anche se questo porta in vita vecchie punture.” Ma nonostante lo spirito aggressivo di Unocchio, l’amicizia tra i due diventa talmente speciale, che chiudendo gli occhi la loro vita da fuggitivi alla ricerca della libertà è come un film che scorre sullo schermo.

“Tu sei seduto tranquillo sul davanzale della finestra. Io leggo nella poltrona panciuta. A volte ti metti a sedere dritto e guardi verso l’acqua, è fai quel tuo sguardo malinconico e smisurato. A volte ti stendi con la barbetta sulle zampe anteriori, guardi verso l’interno e mi osservi. A cosa pensi? Vorrei poterti insegnare a leggere. Vorrei potessi capire quando ti leggo qualcosa.”

Un pensiero riguardo “fiore frutto foglia fango

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...