Pubblicato in: Recensioni

Alla ricerca di Velazquez

Ciao circolo,

oggi io e Antonella vi parliamo di un romanzo che abbiamo amato entrambe. Ovviamente non poteva che essere edito Neri Pozza.

9788854515291_0_0_0_75

 

In un giorno d’ottobre del 1845 cinque centimetri di denso inchiostro nero sulle lunghe colonne del «Reading Mercury» attirano l’attenzione di John Snare, libraio di Reading, antica città di mercato del Berkshire. Annunciano un’asta presso Radley Hall, un edificio nei dintorni di Oxford che ospita l’«Academy for Boys» di Benjamin Kent. Il collegio sta per chiudere, gli alunni sono partiti, e ogni bene è stato messo in vendita. Il «Mercury» elenca cuscini e testiere in ferro, dizionari e grammatiche latine, ma aggiunge anche, suscitando l’entusiasmo di Snare, che il signor Kent vende la sua collezione d’arte. Appassionato d’arte, accanito cacciatore di tesori del passato, Snare ha già messo piede una volta a Radley Hall e, tra paesaggi olandesi, ritratti di vescovi medievali, papi e badesse, ha potuto sbirciare, appeso su un’alta parete e in penombra, un’opera davvero speciale della collezione di Kent: «Un mezzo busto di Carlo I (attribuibile a Van-dyke)», così recitava il catalogo del palazzo. Snare ritorna perciò di buon grado a Radley Hall. Attende che i visitatori siano usciti e trascina una scala dalla biblioteca fino al salone dove il grande dipinto è appeso. Si arrampica fino a trovarsi faccia a faccia con la tela. Davanti ai suoi occhi compare il volto di un giovane barbuto dagli occhi scuri, l’aria pallida e malinconica. È Carlo certamente, ma un Carlo giovane principe e non sfortunato monarca destinato al patibolo. Un giovane principe assorto in chissà quali pensieri che non può essere opera di Van Dyck, tenuto conto che il pittore fiammingo giunse in Inghilterra solo nel 1632, otto anni dopo l’incoronazione di Carlo. Un ritratto per giunta realizzato da un artista di pari livello, se non addirittura superiore… da un Velázquez, ad esempio, il pittore spagnolo la cui arte è ancora materia rara, ignota, oscura. Tra l’euforia e il timore di commettere un errore irreparabile, Snare acquista il dipinto per otto sterline, affascinato dall’idea di poterne ricostruire la storia. Una ricerca che si tramuterà presto in ossessione e, come tutte le ossessioni, destinata a trascinarlo su strade pericolose. Fondendo romanzo e biografia, “Alla ricerca di Velázquez” è un omaggio appassionato a uno dei più grandi artisti della storia, un uomo dalla vita quasi altrettanto sfuggente della sua arte. Ed è il ritratto di un anonimo libraio vittoriano che amava quell’arte fino al punto da rovinarsi.

IMG_20180622_183208527

 

(pic di Antonella Maffione)

“L’artista è capace di leggere il mondo intero nel microcosmo della corte, nei volti dei servitori sulle scale, nel comportamento dei bambini, nella conversazione e nell’atteggiamento degli attori dei nani. Trova una Venere e un Marte tra gli umili che lo circondano, vede un re di una banalità convincente e fa si che un vecchio acquaiolo sembri un venerabile profeta. Nel suo sguardo empatico alberga una straordinaria equità.”

 

Antonella: Pagina dopo pagina, l’autrice incanta il lettore descrivendo la vita artistica del pittore attraverso le sue tele. Ogni tela evidenzia l’umanità di Velázquez, distante dal potere che solitamente ritraeva nei suoi quadri. Nei ritratti dona il massimo rispetto al soggetto entrando in empatia con esso. Infatti, questo è ciò che accade dei ritratti dei “nani di corte”, nei quali il pittore coglie ogni minima sfumatura, facendo emergere uno stato d’animo di sopravvivenza e non il disagio fisico. Gli esseri umani sono tutti uguali nell’arte di Velázquez, a prescindere dalla statura fisica, ed ognuno si distingue per il suo talento. Ed ecco che tra l’artista e il soggetto di instaura un profondo legame, attribuendogli una degna collocazione nel ritratto. Con le sue pennellate Velázquez crea un’atmosfera magica, i suoi dipinti diventano un teatro vivente, ogni oggetto incanta e i personaggi prendono vita, ricambiando lo sguardo dell’osservatore, “un vedere ed essere visti.” Tanto da poter elevare il pubblico “alla stregua di una tragedia shakespeariana.” Il pittore attraverso le sue opere è riuscito a penetrare oltre lo sguardo dell’osservatore.

Isabella: Quando romanzo e saggio d’arte si intersecano il risultato finale non può che ammaliare il lettore. L’autrice riesce a farci entrare nel mondo di Velazquez in modo attento, puntuale, ma coinvolgente e mai pedante. Raccontare l’artista è in realtà un viaggio all’interno delle debolezze umane, delle relazioni. Attraverso il racconto delle scelte pittoriche, ci ritroviamo poi a riflettere su noi stessi, sulla percezione dell’altro. Alleniamo il nostro sguardo allineandolo alla voce dell’anima.

 

Direi che avete ottimi motivi per scegliere di iniziare a leggere questa storia!

Buona lettura

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...