Pubblicato in: Recensioni

L’invitato di Massimiliano Alberti

Tre amici, quelli di sempre. Leo, Kevin e Tom. Dopo anni di scorribande nella sonnolenta Trieste, la loro città, si separano per poi ritrovarsi a Vienna. Qui è Tom a convocare Leo – vero protagonista del libro – e Kevin, per coinvolgerli nel progetto di una galleria dedicata alla Pop Art. Ma, in un susseguirsi di colpi di scena e di innamoramenti, tra alcol, eccessi e grame figure, sempre sul filo dell’autoironia, devono via via fare i conti con le loro differenze caratteriali e con una stridente diversità di aspettative. Un disilluso affresco della nostra società in una Vienna che fa da cornice classica a uno stile… del tutto Pop.

copertina-Linvitato

 

“Per un attimo stetti in silenzio. Poi, scosso da uno strano senso di colpa, mi calai lentamente dentro alle pagine spiegazzate, iniziando a depistare l’inconscio come un bambino colto in fragrante.”

Un romanzo d’esordio che è già una grande affermazione letteraria. Con una scrittura che è difficile ritrovare nella narrativa contemporanea per la sua ricercatezza stilistica, l’autore ci conduce in un’avventura letteraria a metà tra il romanzo di formazione e un saggio di storia dell’arte, soprattutto della Pop Art. Connubio fortemente vincente perché trasforma l’espediente narrativo nel cuore del racconto.

Nonostante lo scenario ci presenti tre uomini alla ricerca di se stessi e del loro posto nel mondo, il faro del lettore punta verso Leo, il protagonista. Il pensiero al giovane Holden di Salinger è stato per me quasi immediato, soprattutto per il suo bisogno di ritrovarsi in qualcuno, sentimento che si scontra con il desiderio di autoaffermazione in un ambiente ostico che lo porta a fare scelte spiazzanti per il lettore.

Perchè leggere questo romanzo? Tutti abbiamo, nel percorso della vita, dei periodi di crisi in cui ci ritroviamo a dover scegliere quale sentiero imboccare, cosa portare con noi e cosa lasciarci alle spalle ” stanco di me più che di tutto il resto” .Questo sentimento misto di malinconia nostalgica e bisogno di affermazione, mescolato al mondo dell’arte, ai colori e alle alchimie concettuali della Pop Art ( l’omaggio a Steve Kaufman sia nella copertina che nell’inserto che chiude il libro) è un mix letterario irresistibile.

Libro alla mano e Ciak, si gira! Entrate anche voi nel mondo “cinematografico” dei protagonisti di questa storia e lasciatevi trascinare, scoprirete che a volte non sono le risposte quelle di cui andiamo alla ricerca, ma le domande, quelle giuste.

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