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I delitti della primavera

Riuscite ad immaginare un serial killer nella Firenze del Rinascimento? Un periodo storico incentrato sulla cultura umanista e gli studi classici, ma con uno spirito di cambiamento sia spirituale che reale.

E mentre Amerigo Vespucci chiede aiuto a Lorenzo Il Magnifico per intraprendere il suo epico viaggio intorno al mondo, Botticelli si dedica ad una delle sue opere più celebri: La Primavera.

Ed è proprio dietro l’interpretazione allegorica del dipinto che si cerca una spiegazione per le morti di sette donne dell’alta borghesia fiorentina.

Il serial killer lascia sempre un indizio riconducibile alla ancora non famosa tela, un ramoscello, un mantello, una ghirlanda di fiori. Eppure non si riesce mai a capire chi esso sia e soprattutto quale sia il movente.

Sarà qualcuno della fratellanza dei Fedeli del Giglio? O esiste davvero una fratellanza avversa, i Fedeli della Rosa, che vuole spegnere il faro di una cultura innovativa?

Soltanto l’assistente di Sandro, Filippino Lippi, riuscirà a trovare l’indizio mancante che li porterà direttamente all’assassino.

Il romanzo è curato nei minimi dettagli, sia artistici che storici, e ti affascina da subito. Non si può far altro che leggerlo tutto d’un fiato.

Laura D’Amore

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